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- 20.06.2017

VALUTAZIONI STAGIONE 2016/2017

 Spissu 7 le chiavi della squadra in mano ad un classe ’95 in prestito da Sassari, parte titubante per terminare deflagrante, gestisce con costrutto ma dimostra una mano precisissima che diventa killeristica nei momenti clou. Eroe del derby della befana e autore della bomba in gara3 di finale che chiude i giochi. In stagione in 27’ 11,7 punti, 58% da 2 e 39% da 3, 2,1 recuperi e 2,5 assist, nei playoff percentuali addirittura in crescita, dimostra che a fianco di Gentile può giostrare anche da stoccatore   

Umeh 7,5 reduce da una grande Olimpiade, nel girono d’andata pare giocarsela ancora con Bogdanovic e Maciulis, alti e bassi nel ritorno che qualche spiffero sul proseguo lo causano (si parlò di Maynor nel caso Varese l’avesse liberato), entra nei playoff con qualche problema al tiro ma lucido nelle scelte per uscire dalla finale dopo averla azzannata col titolo di MVP. In stagione in 31’ 17,3 punti, 52% da 2 e 42% da 3, 3 rimbalzi e 2,2 assist, dati che ha mantenuto pure nei playoff

Pajola 6 il più giovane della banda (ha compiuto 17 anni a novembre) è l’ultimo ad entrare nelle rotazioni ma si prende il suo spazio dovendolo però cedere con l’infortunio subito a Treviso, in seguito solo spiccioli. Dimostra di essere il giovane più futuribile, da sistemare al tiro ma con 2 doti che non si insegnano, un play vero di 2 metri e quella predisposizione ad essere sempre al posto giusto nel momento giusto. In stagione in 10’ 2,3 punti, 50% da 2 e 33% da 3, solo briciole nei playoff

Spizzichini 6,5 dalla panca per difendere, il suo ruolo lo interpreta nel migliore dei modi, quando le cose vanno meno bene difficile trovare sostanza offensiva in autonomia e in qualche caso rischia di andare fuorigiri, ma c’è molto del suo nelle reazioni a cattive partenze, quando occorre stringere e faticare. In stagione in 21’ 5,6 punti, col 41% da 2 e 33% da 3, 3 rimbalzi e 2,2 assist, dati un minimo al ribasso nei playoff

Petrovic 5 in avvio di stagione gode di spazi inattesi per l’assenza di Ndoja, non ne approfitta mai in modo da mettersi in luce giocando eccessivamente di sponda e mostrando qualche lacuna difensiva e mancanza di cattiveria agonistica. Con l’arrivo di Bruttini esce dalle rotazioni. In stagione in 8’, 0,9 punti col 50% da 2 e 11% da 3, mai in campo nei playoff

Ndoja 7 aspettando Godo(t), rientra dopo 6 mesi per problemi ad una caviglia, lo fa in Coppa Italia mettendoci del tempo a diventare quel giocatore che si conosceva. Buon che la Virtus abbia fatto senza di lui perché nei playoff è fresco e sovente fa la differenza, soprattutto nei primi turni dove le nuvole nascondevano il sole. Ringhia, lotta e gasa chiunque, il signore della garra. In stagione in 25’ 9,4 punti, col 58% da 2 e 41% da 3, 3,7 rimbalzi e 1,7 recuperi, medie che lievitano nei playoff

Rosselli 8 miglior giocatore italiano del campionato, sia per qualità, quantità e continuità. Il suo apporto non manca mai, può peccare per eccesso di generosità ma sulle sue spalle nasce la stagione autorevole della Virtus. Gioca da ala grande a play aggiunto variando di azione in azione senza subire cali. Non sarà “Le Roi” ma in serie A2 ci va vicino. In stagione in 30’ 11,2 punti, col 57% da 2 e 32% da 3, 5,8 rimbalzi e 4,3 assist, medie in leggero calo nei playoff non per sua minore intensità ma per l’ascesa di svariati compagni. Da segnalare che quando il gioco contava oltre il singolo cesto, da lui più volte si passava.

Michelori 6,5 il capitano è a lungo un’ancora di salvataggio nel settore lunghi causa l’assenza prolungata di Ndoja, gli acciacchi di Lawson e il lento inserimento di Bruttini. Nella tonnara è sempre il padrone, chiamato pure a minutaggi estesi, si defila nel finale quando i compagni di reparto salgono di livello ed intensità. In stagione in 17’ 6,5 punti col 52%, e 3,7 rimbalzi, medie che calano nei playoff anche a causa del minutaggio più che dimezzato.

Gentile 6,5 arriva per i playoff a dare esperienza, intensità e tiro, l’ultimo va e viene, ma quando viene son botte che uccidono. Il resto lo porta dimostrando che per giocare al piano di sopra serve sì la tecnica ma un fisico atletico e reattivo è fondamentale. Apporto decisivo anche a livello di testa, entra senza voler essere protagonista in ogni caso. Nei playoff in 22’ 9,1 punti, col 52% da 2 e 32% da 3, 3 rimbalzi e 3 assist

Oxilia 5,5 anche per lui in avvio c’è spazio, non ha continuità ma qualche bella prova la mette in campo, pecca nei momenti decisivi (vedi i liberi a Mantova, liberi che paiono una maledizione per lui) e pian piano esce dalle rotazioni. In stagione in 13,4’ 3,3 punti, col 50% da 2 20% da 3 e un misero 44% ai liberi, oltre a 2,8 rimbalzi. Nei playoff non gioca più

Penna 5 avvio scintillante, a volte ruba la scena a Spissu, poi pian piano gli prendono le misure e col salire dell’intensità i suoi passaggi diventano problematici tanto da indurre la società ad andare sul mercato per trovare un vero cambio del play. Nei playoff si toglie una soddisfazione a Casale, per il resto guarda. In stagione in 14,3’ 3,7 punti, col 32% da 2 e 26% da 3.

Lawson 8 con Kenny fisicamente al 100% la Virtus guarda tutti dall’alto, prova ne sia il sontuoso girone d’andata ed un playoff dominato. Non un centro super atletico, qualche affanno in difesa se deve uscire a raddoppiare a 8 metri dal cesto, ma sotto al canestro prende rimbalzi, stoppa e costringe avversari a cambiare tiri, davanti uno dei pochi pivot che gioca indifferentemente spalle a canestro e dietro la linea da 3, con quei polpastrelli fatati tutto diventa facile e redditizio. Svetta pure nei finali, dimostrando che le statistiche ci sono, ma la sostanza di più. In stagione in 29,5’ 18,5 punti, col 62% da 2 e 47% da 3 (vagli a dire qualcosa…), oltre a 7,7 rimbalzi. Nei playoff cala leggermente nel tiro da 3 ma sale in tutte le altre statistiche

Bruttini 6 l’aggiunta dei mesi difficili ripaga alla fine, dove ormai sarebbe da proteggere come un panda. Con lui vai su, si potrebbe coniare questo slogan figlio di 3 promozioni consecutive, ci mette tempo ad ingranare, i mugugni sono tanti ma nei playoff lotta al meglio ed il contributo ripaga l’attesa. In stagione in 17,4’ 4 punti, col 45% da 2 e 20% da 3, oltre a 2,4 rimbalzi. Nei playoff statistiche minori ma impatto ben maggiore

Ramagli 7 senza tanti proclami forgia alla partenza il gruppo che scriverà le 11 vittorie consecutive, base su cui costruire una stagione autorevole. Le difficoltà nella seconda parte sono legate ad un roster sovente in campo con tanti elementi acciaccati (in primis Lawson), dai mugugni dei più ne esce con un finale di playoff da 9 su 9 dove la Virtus ha sempre fatto il suo gioco e imposto la propria idea di basket dimostrandosi un gruppo ben al di là del valore dei singoli. Fa sua la doppietta Coppa Italia e Campionato vincendo quest’ultimo come fanno le grandi squadre, sbancando i campi di tutte le contendenti. - Luca Cocchi  

19/06/2017  Gara2 Finale               

Alma Trieste - Virtus Segafredo Bologna 66-72 (19-18 37-38 54-58)

Trieste :  Parks 7 (2/8 1/2 9r 4p 5a), Bossi n.e. Coronica 2 (1/1 2r), Green 19 (8/13 0/1 9r 2p 2rec), Pecile 4 (2/3 0/1), Baldasso 16 (1/4 4/5), Ferraro n.e. Simioni n.e. Prandin 2 (1/1 2a), Cavaliero 6 (3/7 0/2 7r 2ss 2p), Da Ros 7 (2/11 1/2 3r 3a), Cittadini 3 (1/2 7r 2p). Allre. Dalmasson

Virtus : Spissu 12 (2/4 2/5), Umeh 15 (6/11 1/4 2r 2p), Spizzichini 1 (5a), Ndoja 5 (0/2 1/2 7r 2p 2rec), Rosselli 8 (4/6 0/1 7r 2p 2rec 5a), Michelori n.e. Oxilia n.e. Gentile 5 (1/2 0/2 5r 2p 3a), Penna n.e. Lawson 22 (5/8 2/6 6r 2rec), Bruttini 4 (2/4 3r). All.re Ramagli

Virtus, l’inferno è finito, sarà subito A1! Sbancando Trieste arriva immediata la promozione passando su di un campo che non cadeva dal 2/10/2016 dopo ben 22 trionfi a fila. La Virtus lo fa indirizzando fin da subito la partita, mettendoci immediatamente la faccia cattiva di quelli che non hanno paura di fronte a chi col proprio pubblico a spingere non sbaglia mai. L’impresa nasce qui, in quei primi 10’ dove l’Alma non ha potuto fare la sua solita partita, ma va dato il merito a Umeh di aver fatto canestro sempre e comunque e a Lawson di dominare il pitturato. Infine spazio a Spissu per quella bomba poco prima del finale che ha indirizzato l’incontro verso Bologna, ma come dimenticare Rosselli che avrà sbagliato un cesto ma mai una lettura. In una partita dove si tira male dall’arco (6/20) fondamentale è proprio una bomba, come basilare la difesa che ha asfissiato l’Alma (21/47 da 2 e 14 perse), segno che in una squadra dove tutti segnano, tutti pure difendono, e lasciare i padroni di casa a 66 miseri punti dice tantissimo. E se era importante risalire, ancora di più lo è stato vincendo in casa dei più titolati avversari, come fanno le vere grandi squadre. Da segnalare che in questi playoff la Virtus non ha mai perso in trasferta, dopo più di una difficoltà durante il campionato.

Ramagli non cambia nulla, Dalmasson da il quintetto a Coronica, unica novità di serata. Se Lawson si iscrive subito dall’arco anche Parks si fa vivo dopo 2 partite da desaparecido, il primo merito bianconero è quello di tenere alla sfuriata casalinga con un minimo di vantaggio. Rosselli sfrutta il post basso con decisione, la difesa mantiene l’intensità vista al PalaDozza e non solo l’Alma non scappa ma a metà frazione sta sotto di 7. Gentile cambia Umeh, oggi ancora a secco, ma la difesa costringe Dalmasson a richiamare i suoi dopo 3’ con solo 9 punti a referto. Con l’Alma in bambola la Virtus spreca qualcosa di troppo e il +7 è mangiato in un attimo, il bonus la fa da padrona e i giri in lunetta sono svariati, con V nere imprecise. Un appoggio di Cittadini con palla recuperata dal rusco segna il vantaggio di casa, usciti meglio dalla sospensione, capaci di 10 in 3 dopo lunga astinenza. Alma meglio a rimbalzo, soprattutto su quelli dinamici, buon per Ramagli che dall’arco siano senza mira.

Scambio di bombe in avvio secondo quarto, pure qui alle bombe di Baldasso c’è reazione e di nuovo vantaggio, la difesa punge ancora ed è di nuovo +5. Baldasso non si ferma e riaccosta i suoi, sospensione di Ramagli che non vede i frutti di tutto quanto messo sul campo. Sorpasso e controsorpasso ancora con bombe, mentre la confusione diventa protagonista del finale, una schiacciata al volo di Lawson vale il vantaggio sulla sirena. Trieste ci ha provato ma la fuga non è arrivata nonostante un quarto perfetto di Baldasso, per i bianconeri un Lawson punto di riferimento davanti e un baluardo nei pressi del ferro, mentre i compagni portano a turno il loro mattoncino, di nuovo un plauso a Bruttini, sia davanti che dietro.

Si parte con Lawson ai liberi e Green con 3 falli, non è però la via buona perché il cesto diventa piccolo e non segnando Triesta sempre dall’arco sorpassa per il massimo vantaggio di giornata con Pecile, +4. Di nuovo c’è reazione, si stringe in difesa e con Umeh il cesto arriva con partita di nuovo in parità. Difese sempre protagoniste, si sbagliano tiri di troppo ma all’ultimo giro di lancette la freccia la mette la Virtus per un vantaggio dal doppio possesso. Nonostante dall’arco ci sia poca luce e a rimbalzo si subisca, le V nere raccolgono ossigeno prezioso dai liberi e forzano più perse agli avversari.

Massimo vantaggio firmato Umeh, un +9 in avvio frazione che però Green lima subito costringendo Ramagli alla sospensione. Il parziale tutto dello strangers firma la parità a metà quarto, spezzata sempre dal post basso da Rosselli che deve lasciare il campo sanguinante. A lungo punto a punto con qualche errore di troppo, situazione che spezza Spissu con una bomba a 86” dalla fine e ovvia sospensione di Dalmasson. La difesa che ne esce è perfetta e si può andare per chiuderla ma non si costruisce, ben venga l’errore di Cavaliero che palleggia sulla linea laterale. A far scendere il sipario ci pensa Lawson che prima schiaccia a rimbalzo offensivo e poi prende il rimbalzo sull’ultima illusione triestina. Finisce qui nel tripudio dei 400 arrivati a Trieste la stagione Virtus, la promozione giunge al termine di un playoff in autorevole crescendo. Da segnalare infine la sportività del pubblico triestino nel tributare un grandissimo applauso ai suoi ma pure alla Virtus, segno che chi ha sempre vissuto di basket sa tributare gli onori a chi vince meritatamente.  

VALUTAZIONI  

Spissu   7,5 un tiro può cambiare una partita, una serie e una carriera. Lo fa lui quel cesto che spaia l’incontro nel finale, non che prima ci fosse il nulla, anzi. E così l’eroe del derby della befana sarà ricordato pure come eroe della promozione. In 30’, 8 di val. e 2 di +/-

Umeh 8 azzecca le letture, dall’arco oggi non va, allora punta il ferro con tanta sostanza, facendo cesto quando le paure annebbiano più menti. In 30’, 8 di val. e 11 di +/-

Spizzichini 6,5 partita di sacrificio con tanta utilità, sia a chiudere ogni varco sia a costruire dove spedisce palloni al bacio a ripetizione. In 14’, 5 di val. e -1 di +/-

Ndoja 6,5 mani meno educate del solito, grinta all’ennesima potenza, sia a rimbalzo che dietro. In 27’, 6 di val. e -1 di +/-

Rosselli 7,5 sa sempre dove andare e cosa fare, in post basso picchia duro e condisce il lavoro con tante voci positive concludendo la stagione alla grande, così come l’ha giocata. In 26’, 19 di val e 7 di +/-

Michelori n.e.

Gentile 6 non supportato dal tiro, qualche fatica pure nelle prime costruzioni, in seguito usa il fisico per fare muro agli assalti dei piccoli avversari. In 19’, 6 di val. e -1 di +/-

Oxilia n.e.

Penna n.e.

Lawson 8 comanda lui, davanti occorre marcarlo in 2 sia in area che dietro la linea da 3, dispensa stoppate, rimbalzi fondamentali e fa girare tutti al largo del suo ferro. Quando in campo, la Virtus domina come dice il +/- di 13, e val. 26, non solo statistica come all’inizio si diceva.

Bruttini  6,5 nel primo tempo ci mette difesa ma pure buoni appoggi, meno redditizio nel secondo, ma in queste finali il suo segno è evidente. In 20’, 5 di val. e 6 di +/-

Ramagli 8 centra la doppietta Coppa Italia e promozione (rammentiamo 1/32), lo fa con un playoff in crescendo con un’affermazione frutto di 6/6 in trasferta, sbanca un campo ritenuto impossibile come Trieste conducendo l’incontro sempre e comunque, resistendo alle sfuriate dell’Alma senza mai un briciolo di tensione. Chapeau, Alessandro, capace di resistere a forti venti maligni proprio in avvio di playoff  

Luca Cocchi

 

 

- 14.06.2017

foto FABIO MATRANGA

14/06/2017

di Michele Fiorenza

ANALISI DELLA STAGIONE FORTITUDO  

Partita coi fuochi d'artificio e la rendita di una cavalcata stoppatasi solo alla bella di Montichiari, la Fortitudo 2016/2017 s'è presentata ai nastri di partenza della nuova stagione con la convinzione di stare davanti a tutti. Convinzione che per alcuni è diventata quasi presunzione di fronte alle successive “sparate” del “siamo i favoriti”, ma che, col senno di poi, si è rivelato un autentico boomerang. Non è facile (e forse nemmeno giusto) fare paragoni fra il prima ed il dopo, ma è diventato quasi automatico invece piegarsi a questo giochino, quasi a giustificare appunto cotanta convinzione.

BILANCIO - Di certo l'attuale Fortitudo, prima di vedersi sgretolata nell'ennesima estate di rivoluzione, ha cavalcato meno di quella precedente, piazzandosi meglio a fine stagione, ma fermandosi prima nel momento chiave della stessa. Ed è proprio il campionato ad aver emesso buona parte di sentenza, col terreno perso fra le troppe trasferte regalate e non giocate (Imola o Piacenza), oltre a pure qualche scivolone interno (vedi Udine e Ferrara) quasi impensabile l'anno prima. Sarebbe davvero bastato poco per evitare rincorse nella post-season, consapevoli che chi stava in vetta alla fine non era poi così irraggiungibile (6 punti = 3 gare). Al di là dei numeri, questo gruppo è apparso meno affamato (e continuo nel rendimento) del suo predecessore, deformando il pensiero di chi da una parte vedeva una squadra capace di non morire mai, ma allo stesso tempo incapace di reagire di fronte alle burrasche.

ERRORI - Quasi automatico giustificare il tutto con la scelta errata (col senno di poi) di Chris Roberts, e relativi tesseramenti sprecati, costringendo di fatto la Effe a giocare buona parte di stagione senza un americano, sebbene con Nikolic si sia tentato di mettere una pezza. Gli innesti in corsa di Legion e Cinciarini sono stati quasi “atti dovuti”, perché di fatto un americano con punti serviva per riassestarsi con le altre, ed un innesto per fare il salto di qualità pure, adeguandosi a chi, con gli stessi obiettivi, i pezzi grossi li aveva aggiunti col botto (Gentile e Cavaliero). Ma il “crac” vero va cercato in regia e nell'annata certamente difficile di Ruzzier, in difficoltà nel dettare ritmi alla squadra oltre che a se stesso, con l’alibi (ma fino a che punto?) dell’infortunio a compromettere il resto della stagione.

SINGOLI - Difficile infine sparare sentenze sui singoli, ma non è eresia constatare il percorso di crescita di Candi, Montano e Campogrande (due terzi di loro ahimè non li vedremo più), le buone cose di Gandini partito in sordina ma cresciuto durante l'annata, così come Mancinelli, a corrente alternata prima, vero trascinatore nei play off, insufficiente però a scrollarsi di dosso l'etichetta di quello che scompare nei momenti chiave (vedi gara 5 a Trieste). Per continuare col già citato Ruzzier che in un ruolo chiave come la regia avrebbe dovuto certamente dare ben altro contributo, l'indecifrabile Knox, inconsistente per taluni, miglior centro per altri, e l'annata da “Bignami” di Legion costretto a reinventarsi in un contesto diverso da Reggio Calabria, senza però snaturarsi troppo offensivamente. Per finire con la scomparsa quasi forzata di Raucci a far posto a facce nuove, o ad un Italiano che con la testa “avvitata” il suo lo ha dato, fino a Cinciarini il cui infortunio ha limitato certamente il potenziale. Applausi pure per il cuore di Nikolic (ma servivano anche punti) finito prima a Casale, e poi “dall’altra parte” della barricata a tifare per la sua ex squadra in quel di Trieste.

FUTURO – Si ripartirà, per almeno altri due campionati, da coach Boniciolli con la sensazione però che al prossimo giro difficilmente ci si accontenterà della medaglia d'argento o di bronzo, e da chi contrattualmente sarà legato alla Effe, ovvero Mancinelli, Cinciarini ed Italiano. Sul resto appunto è prevista rivoluzione, con Candi a spostarsi di qualche chilometro direzione Reggio Emilia, Montano in attesa di seguire Lamma a Mantova, e con le sorti di Legion legate alle strategie che verranno intraprese in fase di costruzione del nuovo gruppo. Da valutare le posizioni di Ruzzier (le ultime parlano di proposta di rinnovo in corso), e Gandini, mentre difficilmente rivedremo Knox sugli stessi schermi; Campogrande dovrebbe rappresentare quella continuità sul progetto giovani, interrotta dalle partenze di Candi e Montano. Di certo la Fortitudo 2017/2018 avrà molti volti nuovi, esattamente come avvenne non meno di un anno fa.

 

03.03.2017

Fortitudo-Trieste 76-60
Fortitudo:
Ruzzier 10, Campogrande, Legion 17, Mancinelli 11, Knox 18, Candi 3, Cinciarini 15, Italiano, Raucci, Gandini 2.
Trieste: Bossi 2, Cavaliero 5, Parks 8, Coronica 2, Da Ros 6, Pecile, Baldasso 11, Green
9, Prandin 12, Simioni 3, Cittadini 2.
Arbitri: Galasso, Ciaglia, Pazzaglia.
Note: liberi: F 16/20, T 9/15. Da due: F 21/45, T 18/36. Da tre: F 6/17, T 5/21. Rimbalzi: F 44, T 28.
Parziali: 5’ 8-6, 10’ 17-16, 15’ 29-29, 20’ 42-32, 25’ 50-38, 30’ 58-42, 35’ 65-51, 40’ 76-60. Massimo vantaggio F: +21 (76-55 al 39’).
Massimo svantaggio: -5 (19-24 al 13’).

 

 

 

 

 

29.06.2017     

Reggio Emilia, 29 giugno 2017 

FEDERICO FUCÀ ENTRA NELLO STAFF BIANCOROSSO

 

Pallacanestro Reggiana comunica di aver trovato un accordo col coach Federico Fucà per ricoprire il ruolo di secondo assistente della prima squadra e coach del Settore Giovanile; Fucà lavorerà pertanto a stretto contatto sia con Max Menetti e Devis Cagnardi, sia con il responsabile del Settore Giovanile Andrea Menozzi. L’accordo è di durata biennale con opzione di uscita in favore del club al termine della prima stagione sportiva.  

Nato a Bologna il 6 maggio 1977, Federico Fucà dopo un passato da assistente e capo allenatore nelle “minors” bolognesi e ad Imola e l’esperienza a Roma in Serie A da vice allenatore, è in questo assistente allenatore della Nazionale Under 20 che sta preparando gli Europei di Creta e della quale fa parte il neo biancorosso Leonardo Candi.  

“Inseriamo all’interno del nostro staff un profilo di alto livello, che ci aiuterà sia per quanto riguarda la prima squadra che il Settore Giovanile – ha dichiarato il Direttore Sportivo biancorosso Alessandro Frosini – Federico è un allenatore ancora giovane ma che ha già maturato tanta esperienza a livello italiano, sarà per noi un valore aggiunto sotto molteplici aspetti”.  

“Ringrazio la Pallacanestro Reggiana per l’opportunità che mi ha dato – queste le prime parole in biancorosso di Federico Fucà – Sono onorato di entrare a far parte di una delle società di riferimento della pallacanestro italiana; da parte mia cercherò ogni giorno con l’impegno ed il lavoro di portare il mio contributo alla causa biancorossa”.

  Gaia Spallanzani

Responsabile Relazioni Esterne e Ufficio Stampa

Pallacanestro Reggiana Srl

Pallacanestro Femminile

 

 - 02.07.2017

 

Press Release

Serie A: Annie Tarakchian, completa l'ultimo slot straniero

Ultimato lo starting five della Meccanica Nova con l'ala forte ex Castors Braine

Pallacanestro Vigarano informa di aver completato il proprio pacchetto di atlete straniere per la stagione sportiva di Serie A1 2017/18 con l’arrivo in squadra di Annie Tarakchian, inserimento di grande valore che va a chiudere lo starting five a disposizione di coach Luca Andreoli.

Ala forte, classe 1994, 182cm di chiare origini armene, pur cittadina americana al 100%, può giocare sia vicino che lontano da canestro, coniugando grande potenza fisica a qualità tecniche importanti. Insieme a Batabe Zempare può ambire a diventare una coppia molto interessante alla voce rimbalzi in stagione.

I suoi esordi nella pallacanestro partono dalla Charminade Prep High School a West Hill sobborgo ad ovest di Los Angeles, circa 30 chilometri nell’entroterra di Santa Monica, dove risiede abitualmente con la propria famiglia.

Dopo il liceo inizia il percorso accademico all’esclusiva Princeton University, sulla costa est, a metà strada tra New York e Philadelphia, in una delle università più prestigiose al mondo per qualità scolastica. Con i Tigers giocherà per le canoniche quattro stagioni sportive, dal 2012 al 2016, portando a termine un percorso universitario sportivo in crescendo.

Nell’ultimo biennio resta stabilmente in doppia cifra, sfiorando la doppia doppia di media. Nell’anno da senior chiude con 12,3pt + 9,4reb, in quintetto 28 volte nelle 29 gare disputate. Dotata di grande impatto fisico, pur senza troppi centimetri a disposizione, sa farsi valere grandemente a rimbalzo, oltre a sfruttare abilmente le proprie qualità al tiro, anche da fuori. Pur con il ruolo di ala forte, infatti, è capace di aprire spazi e situazioni di gioco colpendo dal perimetro (53 triple nell’anno da junior, 59 in quello senior). Molto precisa ed affidabile anche dalla linea di tiro libero.

Inizia quindi la carriera da professionista dall’Elfic Friburgo, nella massima serie svizzera con cui disputa anche l’Eurocup (14,5p + 9,8r). Nel girone di qualificazione incontra per due volte l’Umana Reyer Venezia, con ottime prestazioni (19p+12r nella gara di andata in terra elvetica, 20p+10r al Taliercio) battagliando contro avversarie di comprovato valore come Ruzickova e Walker. Sul finire del mese di dicembre si sposta nella Serie A belga, entrando a far parte dei Castors Braine con cui chiuderà la stagione. In coppia con Nikolina Milic (ex Lucca e Cagliari) vince anche il titolo nazionale (14p+8r per lei nella finalissima a senso unico vinta 101-72).

Dopo Sofjia Aleksandravicius un altro inserimento importante, portando in Italia una giocatrice di qualità e affidabilità anche in ambito europeo che potrà aiutare il club biancorosso ad inseguire gli obiettivi in maniera ancora migliore; sarà l’occasione per amici e tifosi di vedere in azione una giocatrice di cuore e grande temperamento in campo, pronta a trascinare le compagne con il proprio esempio.

Tarakchian avrà la maglia numero 15 ed un ruolo nello starting five, occupando stabilmente la posizione di numero quattro. Sul fronte personale è in possesso della doppia cittadinananza russa e americana. Parla fluentemente tre lingue: inglese, russo e armeno. Laureata in gerontologia, ovvero lo studio degli aspetti sociali, psicologici, cognitivi e biologici dell’invecchiamento.

 

Ultima Stagione
14,5pt in 34,0min (51,3% 2pt, 32,1% 3pt, 89,3% 1pt) - 9,8reb + 1,8ast (Eurocup)
11,6pt in 24,4min (57,1% 2pt, 46,7% 3pt, 83,9% 1pt) - 7,0reb + 1,4ast
Carriera
2017/18  Meccanica Nova Vigarano (A1)
2016/17  Elfic Fribourg (LNA-Swi) + Royal Castors Braine (TDW-Bel)
2015/16  Princeton University (Ncaa-1)
2014/15  Princeton University (Ncaa-1)
2013/14  Princeton University (Ncaa-1)
2012/13  Princeton University (Ncaa-1)
Bio
Nata ad West Hills, CA - Usa;  il 08 Mag 1994
Ruolo: Ala
Alt: 182 cm

 


Ufficio Stampa
PALLACANESTRO VIGARANO
Direzione Sportiva
Via Roma, 41
44049 Vigarano Mainarda (Fe)
presslab.pallacanestrovigarano@yahoo.it


 

 

 


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