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- CINEMA - 24-06-2017

Festival Opening: Bellocchio and Bertolucci for Rossellini
Sala Auditorium – Laboratori delle Arti UniBo, ore 14.30
Parte Il Cinema Ritrovato 2017, illuminato dalla presenza di due maestri del cinema italiano, Marco Bellocchio e Bernardo Bertolucci, e nel nome di Roberto Rossellini, padre fondatore del nostro cinema moderno. “Non si può vivere senza Rossellini”, è la frase chiave di Bertolucci, intorno a cui si articolerà il pomeriggio alla Sala Auditorium.
Alle 14.30 Marco Bellocchio, presidente della Fondazione Cineteca, aprirà ufficialmente il festival e introdurrà una première d’eccezione: Le Centre Georges Pompidou, l’ultimo film di Rossellini, un’opera rimasta a lungo e incredibilmente invisibile, a tutti gli effetti dunque un film ‘ritrovato’, nel pieno spirito di un festival che si pone come continua rilettura e ricostruzione della storia del cinema. Nel 1977 la cinepresa di Rossellini entrava, intr usa eccellente, nella nuova e controversa architettura di tubi e acciaio sorta nel cuore di Parigi, ne coglieva "l’inquietudine della vita", anticipava quel processo di integrazione con la città e vivificazione culturale che avrebbe fatto del Centre Pompidou uno dei luoghi iconici della capitale francese. C’era anche, quell’anno, un gruppo di cineasti che s’erano costituiti in Communauté nel maggio francese e che filmarono il maestro mentre filmava, e spiegava il proprio processo creativo: montato dal produttore Jacques Grandclaude, che sarà in sala a presentarlo, Quand Rossellini filmait Pompidou (ore 17) è l’ultima, preziosa testimonianza del ‘metodo Rossellini’.
E di Rossellini si parlerà a lungo a partire dalle 15.45, con Bernardo Bertolucci e con tre registi italiani, Jonas Carpignano, Roberto De Paolis e Leonardo Di Costanzo, tutti e tre presenti all’ultimo festival di Cannes, tut ti e tre portatori consapevoli della lezione rosselliniana, nella loro ricerca d’una via personale al cinema narrativo ‘realista’. Ma guidata a Bertolucci, che spiegherà perché Non si può vivere senza Rossellini, la conversazione diventerà una riflessione aperta sul fare cinema, sul fare cinema ‘realista’ oggi, sulle ragioni politiche e poetiche d’una scelta, che non necessariamente parte da Rossellini ma a Rossellini forse (necessariamente) approda.

Festival Opening: Bellocchio and Bertolucci for Rossellini
Il Cinema Ritrovato 2017 begins, illuminated by the presence of two masters of Italian cinema, Marco Bellocchio and Bernardo Bertolucci, and in the name of Roberto Rossellini, the founding father of our modern cinema. “One can’t live without Rossellini” is the Bertolucci quote around which the afternoon in Sala Auditorium will be structured.
At 2:30 pm, Marco Bellocchio, president of the Fondazione Cineteca, will officially open the festival and introduce an exceptional première: Le Centre Georges Pompidou, Rossellini’s final film. It is a work that, incredibly, has remained invisible for a long time, and therefore to all effects is a ‘rediscovered’ film, in the full spirit of a festival that presents itself as a continuous rereading and reconstruction of cinem a history.
In 1977, Rossellini’s camera entered into the new and controversial architectonic construction of tubes and steel in the heart of Paris; it was an intruder par excellence, capturing “the anxiety of life” and anticipating the process of integration into the city and the cultural reinvigoration that would result in the Centre Pompidou becoming one of the most iconic locations in the French capital. Also that year, a group of film-makers, who had formed the production company Communautéin May 1968, filmed the maestro as he filmed and explained his creative process: edited together by producer Jacques Grandclaude, who will be in Bologna to present it, Quand Rossellini filmait Pompidou (at 5 pm) is the final, precious witness to ‘the Rossellini method’.
And from 3:45 pm, Bernardo Bertolucci will discuss Rossellini at length with three Italian directors: Jonas Carpignano, Roberto De Paolis and Leonardo Di Costanz o. All three had work presented at the most recent Cannes Festival and are conscious participants in the lessons of Rossellini’s work on their own personal search for a ‘realist’ form of cinema narrative. Led by Bertolucci, who will explain why One can’t live without Rossellini, the conversation will be an open reflection on how to make cinema, on ‘realist’ cinema today, and on the political and poetic reasons for making choices, which does not necessarily originate with Rossellini, but may end up at Rossellini…

Sotto la pelle. Il cinema di Bill Morrison
Sala Auditorium – Laboratori delle Arti UniBo, ore 18

Incontro con uno dei maestri del found footage, cui dedichiamo una personale curata da Alina Marazzi. Bill Morrison introdurrà Dawson City. Frozen Time (2016), ‘cinema ritrovato’ al suo stato più puro e avventuroso: perché il film nasce dal ritrovamento d’un giacimento di pellicole degli anni Dieci sepolte e preservate nel ghiaccio, nei territori della febbre dell’oro, tra Yukon e Klondike. Morrison monta sequenze dei film, fotografie d’epoca, filmati di decenni successivi, costruendo in filigr ana una storia allusiva e potente del capitalismo americano, attraendoci in un’archeologia della civiltà (e del cinema) di altissimo impatto visivo. Rapide ma inequivocabili le immagini che testimoniano come proprio lassù, nei territori dell’ultimo confine, siano nate anche le fortune della famiglia Trump: avevano aperto un albergo e, assicuravano, “we’ve come to stay”.

Under the Skin: The Cinema of Bill Morrison
A meeting with one of the masters of found footage, to whom we have dedicated a personal section curated by Alina Marazzi. Bill Morrison will introduce Dawson City. Frozen Time (2016), ‘cinema rediscovered’ at its purest and most adventurous: the idea for the film came about following the discovery of a deposit of films from the 1910s, buried and preserved under ice in gold fever territory of Yukon and The Klondike. Morrison edited together sequences from the films, photographs from that period and footage from the following decades. In so doing, he constructed an evocative and powerful lacework of a film about A merican capitalism, drawing us into a highly visual archaeology of civilisation (and cinema). Fast but clear images record how, way up there in the lands of pioneers and frontiers, the fortunes of the Trump family were also born: they opened a hotel and declared, “we’ve come to stay”.

Ritrovati e Restaurati: The Closed Road, Scarface, Io e Annie e La notte dei morti viventi
Cinema Lumière e Cinema Arlecchino

Sin dal primo giorno di festival, la sezione più classica dedicata ai migliori restauri di tutto il mondo, offre agli spettatori grandi capolavori e rarità da non perdere. Saranno Kevin Brownlow e Bill Morrison a introdurre il programma delle 14.30 in Sala Mastroianni, aperto da Milano dalle guglie del Duomo, breve documentario prodotto da Comerio nel 1910 e ritrovato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, girato con un sistema duplex che fu quasi certamente alla base di quello americano. Seguono l’unico rullo superstite di The Closed Road (uno dei film rinvenuti sotto i ghiacci di Dawson City), il secondo dei quattro film di Maurice Tourneur con protagonista il divo d'origine britannica House Peters, e il restauro di Kid Boots di Frank Tuttle, curioso adattamento muto di un famoso musical di Broadway con protagonisti Eddie Cantor e Clara Bow. Tris d'assi a stelle e strisce al Cinema Arlecchino: Scarface di Howard Hawks, capolavoro che “parla, stride, spara” (Tino Ranieri), un film che fonda i canoni del gangster movie e al contempo ne fissa il mito; Io e Annie, messa in opera di una “disintegrazione romantica” (Peter Bailey) e conseguente disintegrazione linguistica: Woody Allen, everyman della commedia cinematografica moderna, accanto alla musa Diane Keaton; e La notte dei morti viventi, il film dell’orrore più influente degli ultimi cinquant’anni, che il restauro di MoMA e The Film Foundation permette finalmente di ammirare nel formato 1:33 in cui Romero l’aveva pensato.

Recovered and Restored: The Closed Road, Kid Boots, Scarface, Annie Hall and Night of the Living Dead
From the first day of the festival, this most classic of sections dedicated to the best restorations from all over the world offers great masterpieces and unmissable rarities. Kevin Brownlow and Bill Morrison will introduce the programme at 2:30 pm in Sala Mastroianni with Milano dalle guglie del Duomo. This short documentary, produced by Comerio in 1910 and rediscovered in the Museo Nazion ale del Cinema of Turin, was shot with a duplex system that was almost certainly the basis for the subsequent American one. It will be followed by the only surviving reel of The Closed Road (one of the films found under the ice in Dawson City), the second of four Maurice Tourneur films to star the British-born House Peters, and the restoration of Frank Tuttle’s Kid Boots starring Eddie Cantor and Clara Bow, an interesting silent adaptation of a famous Broadway musical.
Three stars-and-stripes aces will be dealt at Cinema Arlecchino: Scarface by Howard Hawks, a masterpiece that “speaks, screeches and shoots” (Tino Ranieri), setting the gangster movie canon while at the same time turning it into a myth; Annie Hall, a “romantic disintegration” (Peter Bailey) and the resulting linguistic disintegration, starring that everyman of modern film comedy, Woody Allen, alongside his muse Diane Keaton; and Night of the Living Dead, the most influential horror film of the last 50 years, in the MoMA and The Film Foundation restoration, which will finally allow us to admire it as originally intended by Romero in the 1:33 ratio.

Cento anni fa: 50 film del 1917 in 35mm 
Cinema Lumière - Sala Mastroianni, ore 16.15 
La nostra 'macchina del tempo' ci porta, come ogni anno, alla scoperta del cinema di cento anni fa, tra film di finzione, documentari, frammenti e film d'animazione. Il 1917 fu uno degli anni più drammatici della storia mondiale. Al cinema non c'è solo intrattenimento: con il protrarsi della guerra i governi iniziarono a usare le sale cinematografiche per bombardare la popolazione di messaggi propagandistici. In questo primo appuntamento, introdotto dai curatori Mariann Lewinsky e Karl Wratschko, vedremo alcuni di questi filmati di propaganda, documenti della vita quotidiana, militare e non, ma anche un'opera portatrice di un coraggioso messaggio pacifista, Az obsitos dell'ungherese Béla Balogh, sorta di film neorealista ante litteram, girato in esterni con protagonisti dei reduci di guerra. La proiezione sarà accompagnata al piano da Gabriel Thibaudeau .

A Hundred Years Ago: 50 films of 1917 in 35mm
This year, like every other year, our 'time machine' takes us on the discovery of the cinema of one hundred years ago, with fiction films, documentaries, fragments and animated films. 1917 was one of the most dramatic years in world history, and in the cinemas there is more than just entertainment: as the war drags on, governments begin to use cinema theatres to bombard populations with messages of propaganda. In this first appointment, introduced by curators Mariann Lewinsky and Karl Wratschko, we will see some of these short propaganda films, documents on both military and civilian everyday life and we will also see Az obsitos, by Hungarian Béla Balogh, a work with a brave pacifist message, a sort of neo-realist film before its time, shot out-of-doors with war veterans. The screening will be accompa nied by Gabriel Thibaudeau on piano.

Colette e il cinema 
Cinema Lumière – Sala Mastroianni, ore 18.15 e 21.45
Doppio appuntamento con una delle protagoniste femminili più attese del festival: Colette, figura monumentale della letteratura francese con un autentico interesse per il cinema, con cui intrattenne un rapporto multiforme – non diresse mai un film ma fu critico cinematografico, sceneggiatrice, scrisse sottotitoli e dialoghi. La sezione, curata da Émilie Cauquy e Mariann Lewinsky, ci conduce attraverso le invenzioni e le passioni di Colette, mima di music hall, giornalista, scrittrice, attrice in alcune versioni teatrali dei suoi romanzi e ci consente di attraversare mezzo secolo di cinema scritto, diretto e prodotto da donne – da Musidora a Leontine Sagan, da Marie Epstein a Jacqueline Audry – offrendoci uno sguardo disinibito sulla storia del cinema, attraverso film dove temi come la trasgressione dei ruoli e delle identità sessuali vengono affront ati con notevole libertà.

Colette and Cinema
A double date with one of the most awaited female stars of the festival: Colette, a monumental figure in French literature with a genuine interest in cinema, with which she had a multiform relationship – she never directed a film, however she was a film critic, a screenplay writer and a writer of subtitles and dialogue. This section, curated by Émilie Cauquy and Mariann Lewinsky, takes us through the various inventions and passions of Colette – music hall mime, journalist, author, as well as actress in a number of theatrical versions of her novels – and allows us to travel through half a century of cinema written, directed and produced by women: from Musidora to Leontine Sagan, from Marie Epstein to Jacqueline Audry, it will offer an uninhibited glimpse into cinema history, through films where themes such as the transgression of roles and sexual identity are tackled with considerable freedom.

Noir a Teheran: i thriller di Samuel Khachikian
Cinema Jolly, ore 16.15 
Oggi l’ambizione di ogni festival è poter esibire il già noto, quel che è preceduto e garantito dalla fama mediatica. Il Cinema Ritrovato è invece l’esibizione dello sconosciuto. Il più invisibile è certamente Samuel Khachikian, i cui film non sono mai stati mostrati fuori dall’Iran. Fu il primo cineasta del suo paese a ottenere il nome sopra il titolo, il primo a mostrare un bacio sullo schermo, il primo a dare forma e stile a un cinema nazionale informe attraverso un linguaggio personale e inventivo, il primo capace, pur facendo un cinema di genere (tra suspense e horror), di raccontare il cambiamento che nella seconda metà degli anni Cinquanta occidentalizza la società iraniana. Sarà il curatore Ehsan Khoshbakt a introdurre il film che dà avvio alla sezione, Delhoreh, uno dei grandi successi di Khachikian, nel quale il regista, considerando troppo lenta la lingua persiana, girò i dialoghi a 22 fotogrammi al secondo (anziché 24) per ottenere il ritmo desiderato.

Teheran Noir: The Thrillers of Samuel Khachikian
Nowadays, every festival wants to show that which is already well-known, that which has a preceded and guaranteed media fame. Instead, Cinema Ritrovato is about presenting the unknown. The most invisible of which is certainly Samuel Khachikian, whose films have never before been screened outside of Iran. He was the first filmmaker in his country to have his name placed above the title, the first to show an on-screen kiss, the first to give form and style to an informal national cinema through his own personal and inventive language, and the first capable, although making cinema of genre (somewhere between suspense and horror), of recounting the changes taking place during the Westernisation of Iranian society in the late Fifties. Curator Ehsan Khoshbakt will introduce Delhoreh, the first film in this sect ion and one of Khachikian’s greatest successes, in which the director shot the dialogue at 22 frames per second (instead of 24) as he considered the Persian language too slow, thereby obtaining the desired rhythm.

Jean Vigo ritrovato: L'Atalante e À propos de Nice
Piazza Maggiore, ore 21.45
Prima serata in Piazza Maggiore sotto la stella di Jean Vigo. L’Atalante è uno dei film del lontano passato più vivo nella memoria delle giovani generazioni italiane, per via di quel tuffo nel fiume a occhi spalancati, accompagnato da Because the Night di Patti Smith, che da molti anni introduce la notte cinéphile di Fuori orario. Occasione d’oro, stasera, per scoprire o ritrovare che film straordinario c’è intorno a quel tuffo: un inno alla giovinezza eterna dell’amour fou, nel nuovo restauro curato da Bernard Eisenschitz e da Gaumont che lo restituisce alla sua prima versione assoluta, alla sua “purezza originaria”. L’Atalante sarà preceduto dal non meno splendido À propos de Nice, falso documentario su una città che Vigo trasformò nell’allucinato e incant atorio “processo a un mondo”, il mondo borghese e i suoi “ultimi trasalimenti”, in vista d’una “soluzione rivoluzionaria”. Ci saranno il piano di Stephen Horne e le percussioni di Frank Bockius, per trascinarci in una serata di palpiti estetici erotici e politici, e di immagini meravigliose.

Jean Vigo Recovered: L'Atalante e À propos de Nice
The first evening under the stars in Piazza Maggiore is with Jean Vigo. L’Atalante is one of the films from the distant past most vivid in the memories of younger generations of Italians, becaus e of that wide-eyed dive into the river accompanied by Patti Smith’s Because the Night, which for many years introduced Fuori orario, a late night transmission for cinema lovers. This evening is a golden opportunity to discover or rediscover the extraordinary film around that dive: an anthem to the eternal youth of obsessive love, in the new restoration curated by Bernard Eisenschitz and Gaumont, who have returned the film to its very first version, in its “original purity”. L’Atalante will be preceded by the no less splendid À propos de Nice, a false documentary about a city which Vigo transformed into a hallucinating and enchanting “world on trial”: the bourgeois world in its “final spasms”, in view of a “revolutionary solution”. Pianist Stephen Horne and percussionist Frank Bockius will accompany us through an evening of wonderfully erotic and political images.

Il programma completo di sabato 24 giugno / Saturday 24 - full programme
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Il Cinema Ritrovato
Cineteca di Bologna and Mostra Internazionale del Cinema Libero
Via Riva di Reno, 72 - 40122 Bologna - Italy
Tel: (+39) 0512194814 - Fax (+39) 0512194821
ilcinemaritrovato@cineteca.bologna.it

 

 

- CULTURA/LIBRI - BOLOGNA - 24-06-2017

ALLA LIBRERIA IRNERIO UBIK
A BOLOGNA IN VIA IRNERIO, 27

Ecco gli incontri in programma la prossima settimana:

lunedì 26 giugno alle 18,00
PAOLA BARBATO presenta
"NON TI FACCIO NIENTE"
(Piemme edizioni)
interviene SERGIO ROSSI

mercoledì 28 giugno alle 18,00
MARCO BOSCOLO e SARA URBANI
presentano
"BOLOGNA, una guida"
(Odòs edizioni)
interviene ELENA COMMESSATTI

"Solo" due incontri, la prossima settimana ma... coi controfiocchi!

Eccone il dettaglio:

Lunedì incontriamo con grande piacere Paola Barbato, scrittrice e sceneggiatrice di fumetti, che ci presenta il suo thriller di recentissima uscita, "Non ti faccio niente". Il romanzo era nato inizialmente sulla piattaforma wattpad, e solo in seguito, visto il grande riscontro di pubblico, è passato su carta.
Il risultato è un'opera complessa e completamente matura, come c'era da aspettarsi da una scrittrice con un curriculum come quello di Barbara.
Eccone in breve la trama:
1983. L'uomo seduto nella macchina blu è nuovo di quelle parti, ma Remo non ha paura, non sa che cosa sia un estraneo. L'uomo ha tra le mani un passerotto caduto dal nido, almeno così dice, e chiede a Remo di aiutarlo a prendersene cura. Il bambino, sette anni passati quasi tutti per strada, che i genitori hanno altri pensieri, non esita neppure per un attimo. E sale. Tre giorni dopo viene restituito alla famiglia, illeso nel corpo e nell'anima; racconta di un uomo biondo, bellissimo, che lo ha riempito di regali e che ha giocato con lui, come nessun adulto aveva mai fatto. Non è la prima volta che succede e non sarà l'ultima. Trentadue bambini in sedici anni. Tutti tenuti per tre giorni da un uomo che cerca di realizzare i loro desideri e li restituisce alla famiglia, felici. Quando la polizia comincia a collegare i rapimenti lampo, l'uomo scompare.< br>2015. Il padre di Greta non è mai arrivato una sola volta in ritardo a prenderla. Ma lo sgomento negli occhi della maestra gli fa capire che qualcosa non va, perché Greta a scuola non è mai entrata. Scompare così, la figlia di Remo Polimanti, come lui era scomparso trent'anni prima. Anche lei viene subito restituita alla famiglia, ma priva di vita. Greta non è che la tappa iniziale di una scia di sangue che collega i figli dei bambini rapiti anni prima. Ma perché il rapitore "buono" si è trasformato in un assassino? O forse c'è qualcuno che intende emularlo. O sfidarlo. O punirlo.
In un'inquietante e tormentata danza di ombre e luci, Paola Barbato ci conduce fin dentro le nostre paure più grandi, facendo sanguinare ferite mai guarite davvero.

Paola Barbato, classe 1971, è milanese di nascita, bresciana d'adozione, e prestata a Verona dove vive con il compagno, tre figlie e tre cani.
Scri ttrice e sceneggiatrice di fumetti, tra cui Dylan Dog, ha pubblicato tre romanzi thriller per Rizzoli, Bilico, Mani nude (vincitore del Premio Scerbanenco), Il filo rosso. Ha scritto il soggetto e co-sceneggiato per la Filmmaster la fiction Nel nome del male, con Fabrizio Bentivoglio, per la regia di Alex Infascelli. Nel mese di settembre 2016 ha pubblicato su Wattpad il romanzo Non ti faccio niente, riscuotendo grande successo tra gli utenti.

Il suo interlocutore, Sergio Rossi, è scrittore, sceneggiatore e storico del fumetto.
Sarà un incontro interessante.

Mercoledì presentiamo una guida di Bologna di recentissima uscita.
Bologna ha un gran bisogno di essere raccontata, perchè è un tesoro per molti ancora inesplorato.
Ci hanno pensato Sara Urbani e Marco Boscolo, e lo hanno fatto per una piccola casa editrice. Odòs, che, come suggeriscono sbiaditi ricordi ginnasiali, in greco antico significa strada, cammino e in se nso lato viaggio.
Odòs si pone l’ambizioso obiettivo di suggerire al turista e al viaggiatore consigli e proposte per viaggi verso mete europee inedite, ancora non battute dalle grandi rotte del turismo internazionale e non descritte dalla classica editoria. Il centro Europa e i Balcani sono le aree geografiche interessate dal racconto turistico, luoghi di grande fascino e suggestione con grandi potenzialità ancora non espresse nello sviluppo dell’economia dell’accoglienza.
Vengono però pubblicate anche guide di città non conosciute al grande pubblico, e in questo ambito è, appunto, nata la guida di Bologna.

"Abbiamo scritto Bologna, una guida", raccontano gli autori, "come atto d'amore alla città che ci ha accolto e ci fa sentire a casa, per farne conoscere i segreti a chi come noi vi arriva per la prima o l'ennesima volta".

Marco Boscolo è immigrato dalle terre venete a Bolo gna ai tempi dell'università, e oggi è ancora qui. Si sente fortunato a viaggiare come giornalista per realizzare reportage e audiodocumentari per testate nazionali e internazionali.
Socio di formicablu, agenzia di giornalismo e comunicazione scientifica nata proprio sotto le Due Torri, quando non è in viaggio sa che la città felsinea è l'unico posto in Italia dove si sente "in bolla".

Sara Urbani dopo aver vissuto a Udine, Trieste, Saint Andrews, Dublino e Milano ha scelto di mettere radici a Bologna per ragioni lavorative e affettive. Come science editor presso Zanichelli, storica casa editrice bolognese, cura i testi scolastici sia nella loro veste cartacea che digitale: in pratica da una decina d'anni vive letteralmente immersa nei libri. L'amore per i viaggi, e una smodata passione per i Balcani, l'ha portata a incrociare il suo cammino con Odòs.

Elena Commessatti è la direttrice editoriale delle guide incentro. Scrittrice e giornalista letteraria, ne ha inventato il format e firmato la prima: Udine, una guida (Odòs, 2014); è anche autrice del romanzo-inchiesta Femmine un giorno (Bebert Edizioni, 2015). Storyteller di oggetti e biografie, nei musei del mondo ci dormirebbe pure.


Vi aspettiamo in libreria!
Cinzia, Manuela, Raffaella, Rita

per informazioni: 
Libreria U bik Irnerio
Via Irnerio, 27 Bologna
tel e fax 051251050
e-mail bologna@ubiklibri.it



 

 

- SPORT - BOLOGNA - 03-06-2017

Lotta greco romana
Trofeo Lera 27° edizione
Il CAB è d’argento con Popov miglior atleta del torneo
Padova 2 giugno 2017
È uno degli appuntamenti più tradizionali del calendario della lotta grecoromana, organizzato dal CUS Padova. Grandissima prestazione di squadra per il Club Atletico Bologna che con tre podi sfiora il trionfo completo per un solo punto, trascinato dal suo capitano allenatore Dumitru Popov che nella cat 85 kg vince l’oro e il “Memorial Davide Pizzocaro” come miglior atleta del torneo. Le altre due medaglie sono l’argento di Egor Krasilnikov nella cat 130 kg e il bronzo di Mario Tudor nella cat 98 kg. L’argento di squadra è anche il frutto dei buoni piazzamenti conseguiti da Alexei Cotaga 5°nella cat 85 kg e dei due esordienti Giacomo Bergonzoni 6° nella cat 85 kg e Andrea Motolese 5° nella cat 98 kg. Menzione a parte per il Dott. Corrado Ghidini atleta master 4° classificato nella cat 98 kg; Essendo il torneo open, Ghidini all’età di 54 anni ha combattuto con atleti di altre generazioni convincendo sia per il coraggio che per l’ottima condotta di gara. 

 

 

- FIERE - VERONA - 21-01-2017

foto e Sevizio Fabio Matranga


MOTOR BIKE EXPO 2017

Week End di moto per la città Veneta , nel 2016 furono oltre 150.000 le presenze che riempirono il polo fieristico di Verona.

Sette padiglioni oltre ad aree esterne per esibizioni , spettacoli e corsi di guida.
Presenti in forma ufficiale tante case costruttrici tra cui Aprilia, BMW, Ducati, Harley-Davidson, Honda, Husqvarna, Indian, Kawasaki, Moto Guzzi, Moto Morini, Royal Enfield, Scrambler Ducati, Suzuki, Triumph e Yamaha che hanno presentato le novità del 2017 oltre a modelli unici e prototipi.

A fianco delle casa costruttrici abbiamo trovato i principali customizzatori mondiali con ben tre padiglioni che rendono la manifestazione scaligera la più grande rassegna internazionale del settore.

Grande successo per la casa di Borgo Panigale , al padiglione 4 abbiamo trovato il bellissimo stand di Scrambler Ducati che in solo due anni dalla presentazione ha venduto oltre 32 mila modelli e che quindi non poteva di certo mancare all’evento per eccellenza dedicato alle custom , nota di merito alla nuovissima Scrambler Essenza si South Garage (foto) presentata proprio al MBE2017 .

Il Motor Bike Expo ha riempito anche il week end di convegni tematici e di presentazioni come per il circuito romagnolo di Misano intitolato a Marco Simoncelli che ha mostrato al pubblico il proprio programma per l’anno appena cominciato e l'attesissima presentazione del CIV 2017 che vedrà due round in più per un totale di dodici gare confermando tutte le classi presenti negli anni passati.



 

- CULTURA/LIBRI - BOLOGNA - 18-12-2016

Marco Graziani intervista Massimo Fagnoni

E' uno scrittore, figlio di quella Bologna che tanto ha dato, sta dando e darà nel campo letterario.
Massimo Fagnoni ha lavorato per anni nei servizi sociali ed in psichiatria, ma da ormai 14 è un agente della Polizia bolognese.

1- Ciao Massimo, parlaci un po' di te...

Bolognese classe 59, ho lavorato quasi vent'anni nei servizi sociali e psichiatrici, con un'esperienza di un anno all'Osservanza di Imola, durante la deistituzionalizzazione, laureato in filosofia, lavoro da 14 anni in Polizia Municipale a Bologna, vivo da 11 anni in campagna.

2- Nella tua vita sei passato dai servizi sociali alla Polizia, perché e come è avvenuto questo cambiamento? C' è stato un evento scatenante o è successo di colpo?

Il sociale in Italia è residuale, come la cultura e il senso civico. Chi lavora nel sociale ha contratti da fame e nessuna tutela, quando si è presentata l'occasione di un concorso in Pm a Bologna ho deciso che fra il coordinatore di servizi e agente di Pm preferivo il ruolo di agente, più garantito e con più possibilità di incidere nella realtà cittadina.

3- Quando e come hai scoperto di essere anche uno scrittore?

Ho iniziato a scrivere sistematicamente nel 2005 circa, quasi per scommessa con me stesso e mia moglie, lei diceva che avevo del talento, io in realtà non ero convinto del tutto, poi nel 2010 i primi tre libri pubblicati mi hanno spinto a continuare cercando di fare meglio,cercando un mio stile, sul quale sto ancora lavorando.


4- Il genere del quale scrivi è quello del noir poliziesco, indovino che  il tutto parta dalla tua professione, quella attuale e quella passata...

Il nero fa parte della mia formazione di lettore e fruitore di cinema e fiction, il nero colora l'immaginazione, allontana il grigiume del quotidiano e permette di sviluppare temi sociali, sicuramente da quando lavoro in pm ho vissuto tante situazioni stimolanti.

5- E' solo il noir il tuo genere, o ti senti di esplorare anche qualche altro genere?

Il nero ha diverse sfumature in narrativa e orientamenti, il mio nero lo puoi definire di carattere sociale, non è una novità, nonostante sia considerata da molti narrativa di intrattenimento e spesso snobbata dai cultori di altri generi, sono convinto che il nero con le sue diverse sfumature rappresenti un ottimo veicolo di contenuti sociali, culturali proprio perché esplora i luoghi oscuri della società e lo fa spesso senza remore, scrupoli e pudore ed è uno dei motivi del suo successo. Io con il mio modo di intenderlo cerco di raccontare storie e dentro ci metto tutto, cercando di raccontare la mia visione della realtà, e sperando di trovare lettori che si riconoscano almeno in parte in quella visione.

6- E' da poco uscito il tuo ultimo lavoro, "Il Giallo Delle Caserme Rosse" edito dalla casa editrice genovese F.lli Frilli Editore. Dal titolo si indovina che il romanzo abbia come fulcro Le Caserme Rosse, campo di prigionia nella zona Corticella di Bologna. ce ne parli?

Ho lavorato 11 anni nel parco delle Caserme Rosse coordinavo un centro socio riabilitativo per disabili gravi e frequentando il parco tutti i giorni era giocoforza arrivare a conoscere la sua storia, poi due anni fa sono andato a Cracovia per visitare Auschwitz e ho deciso che dovevo inserire almeno un paio di paginette in un romanzo dedicate a quel luogo e il romanzo è nato intorno a quel desiderio. Poi il romanzo rimane puro intrattenimento senza pretese sociologiche e storiche, ma nasce da un' esperienza emotiva forte.

7- Il romanzo è poi ambientato ai giorni nostri, cosa succede?

E' un “cold case” un'indagine per scoprire che fine ha fatto un giovane (Andrea Fanti) scomparso a 17 anni dopo essere entrato nel campo di smistamento di Caserme Rosse durante la guerra. È il terzo romanzo dedicato alle indagini di Galeazzo Trebbi ex sovrintendente della polizia di Stato, investigatore privato, è un personaggio che ha convinto l'editore che mi chiede una nuova avventura con cadenza annuale, è un seriale e sto scrivendo adesso il sesto. Trebbi è un prototipo di investigatore con alcune caratteristiche comuni ai personaggi del suo genere , ma anche con alcune note originali che nascono dal mio approccio al nero metropolitano.

8- Oltre ai temi del poliziesco e del romanzo storico, hai voluto introdurre anche qualche altro tema? C' è qualcos' altro nel tuo ultimo lavoro??

L'ho fatto inconsapevolmente all'inizio, ma il tema che ho affrontato in questo terzo romanzo è quello della diversità, intesa non tanto e non solo di diversità sessuale, ma politica, religiosa, razziale, caratteriale.

Trebbi è un diverso, nel senso che nato a Bologna ha vissuto le contraddizioni del suo essere atipico, non a caso è stato un poliziotto e già il suo essere un ex sovrintendente di Polizia emiliano lo colloca in una situazione sociale diversa e così tutti i personaggi che compongono questa vicenda sono a loro modo dei diversi, fuori moda, fuori contesto, borderline. Forse è questa la vera novità dell'ultimo romanzo.
 
9- Tutti i tuoi romanzi sono ambientati a Bologna e dintorni, perchè?

Ambiento le mie storie fra Bologna e Ferrara, fra Bologna e l'appennino perché sono luoghi che conosco e che amo, farei fatica a scrivere di storie in luoghi sconosciuti come faceva Salgari, non ho quel tipo di immaginazione.


10- Quando scrivi i personaggi dei tuoi libri da dove nascono? Colleghi, te stesso o  dal di fuori dell' ambiente lavorativo?

I miei personaggi nascono dal mio vissuto, da coloro che incontro nel quotidiano, da ciò che ho letto nella mia vita, dal cinema, da pulsioni interiori e dal mio desiderio di esplorare il comportamento umano.


11- Qual' è secondo te il tuo personaggio meglio riuscito?

Trebbi sta diventando il mio preferito, ci sto lavorando con passione perché è quello che mi sta dando le maggioro soddisfazioni.


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2- Che libro consiglieresti a chi si volesse avvicinare alla tua bibliografia? 

Inizierei da Il Silenzio Della Bassa (ed. Frilli 2014), il primo della trilogia Trebbi, forse perché la mia scrittura da Frilli in poi comincia a essere più matura, anche se in formazione, che considero permanente, demenza senile permettendo.
 
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3- Come già detto questo è il terzo romanzo dove appare l' investigatore privato Trebbi. Ci sarà un seguito???? Stai già lavorando a qualcosa?

In primavera 2017 pubblicherò un romanzo con Minerva, la più grande realtà editoriale della regione, è un romanzo al quale sono molto legato affettivamente ma per ora non voglio svelare nulla. In autunno 2017 dovrei tornare in libreria con il quarto romanzo dedicato a Trebbi.


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4- siamo in un' epoca dove è forte e radicato l' utilizzo dei social network, che rapporto hai con loro?

Non amo i social network, facebook soprattutto non mi piace, ma sono indispensabili per diffondere il mio lavoro di scrittore, quindi mi adeguo, ma non chatto, non mi interessa perderci tempo, se non per consultazione e promozione, lo dico con franchezza, però la rete ormai è indispensabile per la promozione e la vendita di romanzi.


15- Hai anche un sito internet: www.massimofagnoni.com  lo curi tu?

Lo curo io con grande fatica perché mi porta via tempo, tempo che rubo allo scrivere, però stesso discorso di prima, noi piccoli scrittori o ci promuoviamo da soli o rischiamo di scomparire nell'oblio.


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6- Nel tempo libero, leggi? Ascolti musica? Se si, in che modo influiscono nel tuo lavoro di scrittore?

Leggere è indispensabile per potere scrivere ora sto leggendo Sostiene Pereira ( scritto da Antonio Tabucchi), leggo anche neri soprattutto stranieri e li alterno a neri italiani, leggo di tutto, anche fumetti.

La musica è indispensabile ascolto musica quando scrivo soprattutto rilassante per non contaminare troppo il momento in cui scrivo, ascolto musica continuamente, di tutto, dai Cold Play a Fossati. La musica entra nei miei scritti, la cito, la evoco, la uso come colonna sonora immaginaria.

17- conosci qualche altro scrittore? Se si, che rapporto avete?

Conosco molti scrittori, i rapporti sono diversificati, alcuni sono amici, altri sono troppo famosi per esserlo, gli scrittori in linea di massima non si amano fra di loro, specialmente quando giocano nello stesso terreno, potenzialmente concorrenti.

18- Considerando il tuo mestiere, sei spesso in giro per le vie e strade di Bologna, cosa vedi? Parlaci della TUA Bologna, del rapporto che hai con la tua città.

Sono un agente della Municipale, meglio specificare, visto che l'opinione pubblica ancora ci vede diversamente dai poliziotti statali. Bologna è una città ricca del centro nord del paese, vive le stesse contraddizioni di  città analoghe, difficoltà di integrare le nuove masse di migranti, difficoltà a fronteggiare il degrado dilagante, difficoltà economiche crescenti, nuove marginalità. Bologna è ancora una città vivibile, basta stare un poco attenti come cantava Dalla.

19- Cosa vedi nel futuro di Bologna? Sei ottimista o pessimista?

Non vedo un futuro sereno per l'intera Europa, senza regole chiare di integrazione e accoglienza vedo solo un crescente scontro di civiltà e noi come paese affacciato sul Mediterraneo saremo sempre quelli più esposti, specialmente senza l'appoggio del resto del vecchio continente  

20- hai mai pensato di mettere su film o di fare una serie televisiva tratta dai tuoi romanzi?

I miei romanzi sono pensati sempre come immagini in movimento, la mia storia viene dal cinema d'azione, molto cinema e molta azione, sto cercando di arrivare alla prima sceneggiatura con Bologna Non CP (ed. Frilli 2015), ci sta lavorando un giovane sceneggiatore, vedremo se alla fine troveremo qualcuno interessato a produrne un film.

21- negli ultimi anni si sono moltiplicate le serie televisive di genere poliziesco. Ci spieghi il perchè, secondo te, di questa tendenza?

Intrattengono, distraggono, il poliziesco per quanto violento astrae dal quotidiano che è anche più violento ma ha la concretezza brutale della realtà, meglio distrarsi con una ricostruzione della violenza, è un buon metodo per esorcizzarla.  

22- hai qualche progetto futuro, a breve o a lungo termine? Professionale oppure no...
Vorrei andare in pensione per potere dedicarmi alla scrittura al tempo pieno, a mia moglie, alla palestra e all'xbox one, non ho progetti se non continuare a scrivere e vedere magari realizzato prima o poi una fiction o un film con uno dei miei romanzi.


- AUTO - BOLOGNA - 11-12-2016

Il Motor Show di Bologna 2016 ha concluso la sua 40 esima edizione , 40 anni di storia con l’auto a 360°.  

Dopo anni difficili abbiamo trovato tante auto in mostra (43 i marchi presenti anche senza le grandi assenti Volkswagen e Bmw) , spazi dedicati alla vendita , esposizione di rare auto d’epoca e le immancabili performance dei campioni nel circuito come il Memorial Bettega e le sue stelle del rally che hanno infiammato il pubblico sugli spalti e a casa grazie alla diretta Sky per le Semifinali e finalissima vinta da Elfyn Evans al volante della Ford Fiesta WRC   .  


Bello vedere in mostra capolavori costruiti decenni prima coma la Ford GT40 del 1969 e tutte le Lancia che hanno scritto pagine leggendarie nei rally di tutto il mondo.

Fra passato e futuro si passa dalla rara Mercedes 300S Cabriolet all nuovissima Range Rover Evoque Cabrio ,  dalla Fiat Balilla Coppa d’Ore 1934 al nuovissimo Suv Peugeot 3008 e 5008.  

Nei vari stand presenti anche tutto il gruppo FCA (Fiat Chrysler Automobiles) con i marchi Fiat , Abarth , Lancia , Jeep , Alfa Romeo e Maserati oltre a Jaguar (con la nuova tecnologia AWD) , Lamborghini , Mc Laren , Pagani e la lussuosissima Bentley.

 foto e devizio Fabio Matranga


- SPORT/RUGBY - FABRIANO - 01-11-2016

Fabriano resiste, 

va avanti e “regge” moralmente all’urto del terremoto. Protagonista lo sport con la sfida tra le under 16 del Fabriano Rugby e Cus Ancona, per cercare di “normalizzare” la vita di giovani atleti e famiglie coinvolte nello sport ovale.
Il presidente della società fabrianese Pascal Antoine ha così spiegato il senso della partita di ieri, a pochissime ore dal terremoto della mattina. <È stato un importante segno di normalità nelle difficoltà. Abbiamo deciso di non rinviare la partita per far stare le famiglie insieme, unite e al sicuro. Lidea di giocare la partita quindi è stata quelle di esorcizzare la paura di molti, fabrianesi ed anconetani. La paura cè, esiste, ci dobbiamo convivere e far giocare la partita ai nostri atleti e a quelli di Ancona è . Abbiamo deciso di non rinviare la partita per far stare le famiglie 
Centrale quindi il momento di vicinanza e condivisione del terzo tempo, per condividere un piatto di pasta. Un momento di normalità per rompere le tensioni accumulate nei giorni, per cercare di parlare di sport e condividere una giornata di sole senza dover per forza raccontare le esperienze vissute poche ore prima. Il risultato della partita? Vittoria netta dellAncona ma per una giornata del genere era più importante giocare e vincere la paura del terremoto. La settimana prossima tornerà per rompere le tensioni accumulate nei giorni, per cercare di parlare di sport e condividere 



 

- CULTURA/LIBRI - BOLOGNA - 30-09-2016

 

Confessioni.......
di Marco TigrE Graziani

.............. Confesso che ormai sono 5 anni da quando ho intervistato (intervista che appare ancora, un po' impolverata, sulle "pagine" di catchweb al seguente link: http://www.catchweb.net/music/CW-music-foto/CW-music-foto-2011/CW-music-archivio-live-luglio-dicembre-2011.htm )  Moreno Spirogi Lambertini, nelle sale di uno studio di registrazione in San Donato, periferia bolognese. Cinque anni,  pochi, il tempo è passato in un modo o nell' altro, ma anche tanti, troppi, considerando la  confessione che mi venne fatta quella sera a microfoni spenti. Moreno, front man, cantante e soprattutto fondatore del gruppo beat rock felsineo Gli Avvoltoi, quella sera di ormai 5 anni fa (l' intervista "compie gli anni" il 6 ottobre), mi confessò che con il gruppo, stava lavorando ad un concept album. Un concept album tratto da un libro, ma NON un libro qualsiasi: DESPERO!!!
Quel Despero che io stesso amo definire "Il definitivo romanzo del ROCK!"
Despero, per chi non l' avesse letto è il romanzo d' esordio dello scrittore bolognese Gianluca Morozzi, edito nel 2001. Romanzo che racconta le vicissitudini musico- amorose del protagonista Cristian Cabra detto "Kabra", chitarrista, fondatore e "highlander" dei Despero, mitica (nel vero senso della parola) band felsinea nata e formata tra gli '80 e i '90. Lì per lì rimasi senza fiato...... un disco degli Avvoltoi basato su Despero: qualcosa per cui vale la pena vivere, aspettare, contare i giorni, mi dissi!
Purtroppo di giorni non si trattò,ma di anni, e  l' attesa si protrasse, Gli Avvoltoi uscirono con un' inedito ed una raccolta ( "Amagama", Go Down Records 2014; "Quando vuoi scappare", Area Pirata 2015), più "Storia di un gruppo ridicolo" biografia del gruppo scritta a quattro mani, quelle di Moreno e l' ex chitarrista Lorenzo "Lerry" Arabia ( Sonic Press 2012) e il discorso disco venne accantonato........ Fino ad oggi, settembre 2016, finalmente è uscito "Confessoni di un povero Imbecille" ( Go Down Records 2016...... appunto!!!), Il concept album che aspettavo da una vita!!!
Gli Avvoltoi, largamente rimaneggiati, sfornano questo lavoro assolutamente da non perdere:è valsa la pena attendere 5 anni: le atmosfere "on the road", la sofferenza musico/ amorosa di Kabra prendono voce e forma, nei testi, nelle atmosfere e nella musica di Moreno & Co. Finalmente si possono ascoltare "vi voglio finalmente tutti qui", "Una camera, un' hotel", "Brucia" e "12 goccie", canzoni suonate, lette ma mai ascoltate dei Despero, peccato non avere la possibilità di poter ascoltare quella "crepuscolo" che tanto scalpore ha fatto nel romanzo, ma forse, considerando che sentimenti suscita in Kabra, è meglio così......
La cosa definitivamente "Despero" è che, in contemporanea con il disco degli Avvoltoi esce anche, con lo stesso titolo, il seguito di "Despero" di Gianluca Morozzi ( Fernandel 2016). Chissà come troveremo i protagonisti ormai alla soglia dei quarant' anni, perchè il tempo passa anche per le rock star, con buona pace dei Rolling Stones e Cher, anche per quelle fatte di carta ed inchiostro.
Chissà che fine avranno fatto le migliaia di lettere mai spedite di Kabra, Lore e la Rana? Staranno ancora insieme?, Termius Est (dove sei??), Zanna e "Yoko Ono"?  Tex e gli Zeronero? ma soprattutto che ne è stato di Sarah? Ci saranno degli sviluppi per quanto riguarda l' amore a senso unico di Kabra? Si chiariranno i due o tutto rimarrà lì, appeso ad un destino che diabolico non vuole chiarirsi?
L' attesa è spasmodica, simile a quella del' uscita di Indipendence 2 o Trainspotting 2, o di un qualsiasi cellulare di qualsivoglia marca, anche se questa, di attese, è DOPPIA!!!!!!!!!!!!!
Intanto, per ripassare e tuffarmi nuovamente nell' universo di Kabra, mi rIleggo Despero, aspettando di ascoltarlo e leggerne il seguito, convinto di poter scommettere sul super gruppo Avvoltoi/Despero con Gianluca Morozzi alla "regia".

 

 

-  BOLOGNA - 11-09-2016

Sana 2016

Tutto il meglio del biologico e del naturale alla Fiera di Bologna.

Quattro giorni di eventi e novità per vedere e provare anche in anteprima prodotti e servizi di aziende e associazioni sull' alimentazione biologica e la cura del corpo naturale.

Abbiamo avuto il piacere di provare e studiare  alimenti biologici sia freschi che confezionati , attrezzature , integratori alimentari , detergenti , articoli per l’arredamento e tessuti per vestiario.

In più il padiglione 30 ha visto il VeganFest con  mostre , presentazioni , incontri e VeganShowCooking.

Un altra bella novità è l’area gelato VeganOK con l’esibizione di maestri gelatieri e pasticceri , mentre al pad.29 il SANA SHOP, area riservata alla prova e all’acquisto di prodotti (con assaggi di tantissimi prodotti per tutti i gusti) 

 

 

 

 

 

 


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