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- CULTURA/LIBRI - BOLOGNA - 24-04-2017

ALLA LIBRERIA IRNERIO UBIK
A BOLOGNA IN VIA IRNERIO, 27

ecco gli appuntamenti della prossima settimana:

mercoledì 26 aprile alle 17,45
PIETRO ORSATTI presenta 
"IL BANDITO DELLA GUERRA FREDDA. 
Dagli archivi ritrovati, la ricostruzione della storia di Salvatore Giuliano e di Portella della Ginestra. Il peccato originale della Repubblica."
(Imprimatur edizioni)
intervengono LUIGI NOTARI e FEDERICO LACCHE

venerdì 28 aprile alle 18,00
LEONARDA MORSI
presenta
"2031. AMORE PECCAMINOSO"
(Pizzonero editore)
interviene GIANLUCA MOROZZI

sabato 29 aprile alle 17,00
PAOLA MATTIOLI presenta la raccolta poetica
"A PICCOLI PASSI"
(Pendragon editore)
interviene CINZIA DEMI

Una breve descrizione dei contenuti degli incontri: 

Mercoledì, con una contiguità voluta con le celebrazioni per la Festa della Liberazione, un interessante saggio che fa luce sug li oscuri anni dell'immediato Dopoguerra.
A settant’anni dalla strage di Portella della Ginestra si aprono, almeno parzialmente, gli archivi italiani, inglesi e statunitensi sui sette anni che cambiarono la storia del nostro Paese. 
I sette anni “ufficiali” di attività del bandito Giuliano, dal 1943 al 1950, anno della sua morte. Quello che emerge dalla lettura dei documenti resi pubblici e dalla ricerca di altre testimonianze finora inedite, smentisce gran parte delle verità ufficiali. 

Portella dalla Ginestra fu il primo tentativo di colpo di stato della storia della Repubblica italiana. 
La strage di Portella della Ginestra del primo maggio 1947 doveva provocare la reazione del Partito Comunista per innescare un colpo di stato. Mentre si stava ancora scrivendo la Costituzione era già tutto pronto: l’appoggio militare degli Stati Uniti, perfino la benedizione della chiesa, gruppi paramilitari e di terroristi fascisti app oggiati da monarchici e separatisti, l’onnipresente presenza della mafia sia siciliana che italoamericana e perfino un “capo” che lo guidasse. 
Questo emerge a settant’anni dalla strage da “Il bandito della Guerra fredda”, di Pietro Orsatti. Una ricostruzione basata sulla rilettura di documenti “riscoperti” e in parte inediti, impietosa e a volte “politicamente scorretta”. Un libro «schierato dalla parte di chi ha subito la violenza aggravata dall’inganno», come scrive l’autore nella nota introduttiva.

Il libro si concentra sulla figura di Salvatore Giuliano, pedina e catalizzatore di un intreccio politico sia nazionale che internazionale, e la inserisce all’interno di uno scenario ben lontano dalla versione ufficiale sia sulla sua vita che sul suo ruolo anche nella strage del primo maggio 1947. Un ragazzo siciliano che uccide un carabiniere nel 1943 per due sacchi di grano destinati alla borsa nera e pochi mesi dopo guida un gruppo armato che assalta armerie e organizza evasioni di massa per poi fuggire prima in Calabria. Qui entra in contatto con i gruppi fascisti legati al “principe nero” Pignatelli, e probabilmente su ordine di questi si infiltra a Taranto nei reparti dell’esercito sabaudo sotto comando americano per poi disertare e arruolarsi nelle Marche al gruppo “Ceccacci” della Decima Mas di Juno Valerio Borghes; poi, come raccontano i documenti dei servizi segreti Alleati, diventerà prima comandante della “Brigata Giuliano” (e non “banda” come verrà chiamata in seguito) di fede fascista e alla fine diventare il Colonnello dell’esercito separatista EVIS. 
Giuliano mafioso e socio in innumerevoli affari con Cosa nostra a partire dal business dei sequestri. Giuliano che si macchia con i suoi di centinaia di omicidi, soprattutto di uomini delle forze dell’ordine e militant i comunisti e dirigenti sindacali. 
Giuliano che nell’agosto del 1947 doveva organizzare l’evasione di Valerio Borghese da Procida per consentirgli di guidare il golpe che doveva scattare dopo la strage di Portella. Giuliano che solo sette giorni dopo la strage di Portella della Ginestra si prese una settimana di vacanze sulle montagne che sovrastano Montelepre con Mike Stern (all’epoca ufficiale e membro del controspionaggio statunitense), un’agente svedese legata al movimento sionista e un altro membro dei servizi americani. Morto ammazzato a 27 anni dopo sette anni di violenze e sangue.
Dopo che per anni pubblicamente chiedeva ai politici che “rispettassero i patti” dopo essere saliti al potere. I patti stretti per colpire il Pci e il sindacato.

Pietro Orsatti, nato a Ferrara, è cresciuto e ha trascorso gran parte della sua vita a Roma. Ha lavorato e collaborato con numerose testate giornalistiche fra cui «il Manifest o», «Diario», «Liberazione», «Left/Avvenimenti», «Nuova Ecologia», «Terra», Radio Popolare, Rai, Arcoiris, ag Dire, «MicroMega», «Antimafia Duemila» e «I Siciliani/giovani». Fra i primi in Italia a puntare sull’informazione aperta sul web e sul giornalismo partecipativo, ha realizzato e diretto più di venti documentari. Ha scritto per il teatro e per progetti audiovisivi. Ha pubblicato A Schiena Dritta, L’Italia Cantata dal Basso, Segreto di Stato, Grande Raccordo Criminale (con Floriana Bulfon, Imprimatur 2014), Roma Brucia (Imprimatur 2015), In morte di Don Masino (Imprimatur 2016) e alcuni ebook (Roma, L’Era Alemanna, Il Lampo verde, Utopia Brasil).


Venerdì pomeriggio, Leonarda Morsi propone un romanzo erotico e distopico, intreccio raramente sperimentato.

Siamo nel 2031.
L’ Europa è in fiamme per i numerosi attacc hi islamisti.
Un terribile attentato in Piazza San Pietro a Roma ha mietuto numerose vittime tra i fedeli e provocato la morte del Santo Padre. Il popolo italiano sconvolto e impaurito ha scelto di abbandonare la Repubblica per il Nuovo Stato Pontificio.
La vicenda si sviluppa dunque In un contesto politico e sociale di oppressione e oscurantismo.
Sara, il cui compagno magistrato è stato arrestato come nemico dello Stato, decide di trasformare in albergo clandestino un vecchio casolare di famiglia.
In questo luogo dove tutti possono amarsi liberamente si incontrano sia Angela e Davide che Andrea e Roger, costretti a nascondersi delle nuove norme persecutorie e omofobe: la padrona di casa li ripara e protegge, consentendo loro di espiremere i loro amori non più legali nel nuovo ordinamento.
Un romanzo che racconta un sesso esplicito ma non morboso, portando a riflettere sulle conseguenze della commistione fra morale pubblica e costumi privati, verso la quale rischiamo di andare, nel clima esacerbato in cui ci troviamo a vivere.

Sabato incontriamo nuovamente la poesia di Paola Mattioli, che già avevamo ospitato in occasione della sua precedente pubblicazione, "Al di là del cielo"
Nei versi di questa raccolta sono racchiuse esperienze nate da visioni di luoghi e città, da conoscenza di voli di uccelli e di linguaggio dei fiori, fatte di capacità di ricordare il passato, di ritornare all'infanzia, sognare davanti al mare, indignarsi per le ferite inferte da questa società ai più deboli. Capacità che emerge nei Piccoli passi con cui l'autrice procede spedita.

Paola Mattioli scopre durante le scuole superiori la magia e la bellezza dello scrivere. Per motivi lavorativi questa passione s'interrompe, per un lungo periodo di tempo, per riprendere dopo la morte della madre, avvenuta nel 2006. È in questa fase della sua vita che lo scrivere per lei diventa ne cessario, essenziale, tanto da descriverlo come un'esperienza che le fa attraversare momenti speciali, unici, di silenzio e interiorità. Nascono così le sue poesie dell'età matura: sentimenti profondi, ricordi amari e a volte dolorosi, sentimenti d'amore intensi, attraversati da una vena malinconica sempre rivolta alla controversa e irrinunciabile bellezza della vita, ma il tutto visto con gli occhi dell'infanzia. Il suo primo libro Vorrei esce, in un'edizione ridotta e prodotta in proprio, nel 2012. Per Pendragon nel 2015 pubblica la raccolta di poesie Al di là del cielo e nel 2017 A piccoli passi.

Domani, 25 aprile, la libreria celebra la liberazione dal nazifascismo del nostro Paese, pertanto rimarrà chiusa. 
Ci rivediamo mercoledì 26, con i consueti orari di apertura.

Vi aspettiamo!
Cinzia, Manuela, Raffaella, Rita
per informazioni: 
Libreria Ubik Irnerio
Via Irnerio, 27 Bologna
tel e fax 051251050
e-mail bologna@ubiklibri.i t



- CINEMA - 11-04-2017

11 aprile 2017

• Prima visione: L'altro volto della speranza ed Elle
• Cinema2Day
• Totalmente Totò
• Il Cinema Ritrovato al cinema: Gli amori di una bionda
• Rendez-vous. Nuovo cinema francese: La meccanica delle ombre e Le Concours
• Cinema del presente: Un re allo sbando, Split e Dopo l'amore
• Cineclub per bambini e ragazzi. Pasqua e Pasquetta in musica con Il Mago di Oz e Sing
• Il Cinema Ritrovato 2017: accrediti e volontari

Prima visione

Cinema Lumière
L'altro volto della speranza
(Toivon tuolla puolen, Finlandia/2016) di Aki Kaurismäki (98')
Versione originale con sottotitoli italiani
fino a mercoledì 19 aprile
Con un omaggio a Kaurismäki e Peter von Bagh

Un mondo che sa di sigarette e vodka a buon mercato, 
ma l’odore che resta più a lungo è quello dell’empatia
(Hollywood Reporter) 
Una storia onesta e venata di malinconia trainata dal senso dell'umorismo, ma per altri aspetti anche un film quasi realistico sui destini di certi esseri umani qui, oggi, in questo nostro mondo.
(Aki Kaurismäki)

Dopo Miracolo a Le Havre Aki Kaurismäki torna (ma ha annunciato che questo sarà il suo addio al cinema) con una commedia surreale e poetica, vincitrice dell'Orso d'Argento per la migliore regia all'ultima Berlinale. L'altro volto della speranza è dedicato alla memoria di Peter von Bagh. Rendere omaggio a Kaurismäki, attraverso il primo dei suoi film, uno straniato Delitto e castigo finlandese (venerdì 14, ore 22.15), è per noi dunque anche un modo per continuare il nostro dialogo con Peter, di cui proporremo l'ultimo documentario Sosialismi (mercoledì 12, ore 18), che di Kaurismäki è stato amico e critico illuminato. Se a Le Havre il caso aveva messo assieme un lustrascarpe e un migrante africano, in L'altro volto della speranza a incrociare le loro strade sono rifugiato siriano appena sbarcato a Helsinki e un commesso viaggiatore con l’hobby del gioco d’azzardo. Un campionario umano gentile e periferico, descritto dal maestro finlandese con la consueta ironia e sconfinato affetto.
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Sala Cervi
Elle
(Francia-Germania/2016) di Paul Verhoeven (130')
Versione originale con sottotitoli italiani
fino a mercoledì 19 aprile
“Esistono performance di fronte alle quali il critico deve alzarsi in piedi, mettersi sull'attenti e lasciar spazio all'ammiratore. Quella di Isabelle Huppert in Elle (nella cinquina degli Oscar per la miglior interpretazione femminile) appartiene a questa categoria” (Alberto Crespi). Un quarto di secolo dopo Basic Instinct, Paul Verhoeven, “ci regala un'erede degna della gelida bionda che, con un lieve movimento delle ginocchia, sedusse per sempre Michael Douglas e il pubblico dei multiplex” (Giulia D'Agnolo Vallan). Verhoeven ci consegna “una black comedy allegramente amorale che aspira come un buco nero tutto ciò che ruota intorno a Michèle [...] Verhoeven non spiega un bel nulla, anzi ci fa una pernacchia e tra sms sconci, e-mail porno, cene di Natale demenziali, ci diverte, ci scuote, costringe ndoci a riempire i mille vuoti lasciati ad arte dentro un racconto paradossale e insieme del tutto logico” (Fabio Ferzetti). In concorso all'ultimo Festival di Cannes e vincitore di due Golden Globe, una commedia nera di cui Buñuel sarebbe stato contento.

Anche la Cineteca aderisce all'iniziativa Cinema2day. Mercoledì 12 aprile tutti gli spettacoli, prime visioni comprese, a soli 2 Euro. Per i due film di prima visione, L'altro volto della speranza ed Elle è stata attivata la prevendita on-line dei biglietti. Per l'occasione la Biblioteca Renzo Renzi della Cineteca resterà straordinariamente aperta fino alle ore 22. Lo staff sarà a disposizione degli spettatori per una breve visita alle collezioni.
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Totalmente Totò
Mercoledì presentazione del libro alle Librerie.Coop Ambasciatori
Sabato San Giovanni decollato inaugura la rassegna al Lumière
Antonio De Curtis, Totò nell’arte e nella vita, è il principe del nostro programma di aprile. Lo onoriamo, a cinquant’anni dalla scomparsa, con un libro e con una rassegna. Il libro, Totalmente Totò. Vita e opere di un comico assoluto, fin dal gioco del titolo si pone come punto d’approdo di molti anni di ricerche e passione; lo ha scritto per le nostre edizioni Alberto Anile, che all’opera del più grande comico del cinema e del teatro italiani ha dedicato diversi volumi, e che ha qui ricostruito una biografia artistica ‘definitiva’, dove il percorso lungo e complesso di Totò nella storia dello spettacolo viene esplorato in profondità. Un libro di lettura avvincente anche per i lampi di luce che prova a gettare sul mistero della comicità ‘assoluta’ di Totò, comicità irriducibile, in larga parte inspiegabile, come è sempre la comicità che riesce a sfidare il tempo. Lo presentiamo mercoledì 12 alle ore 18 presso Librerie.Coop Ambasciatori alla presenza dell'autore, accompagnato da Paola Cristalli e Gian Luca Farinelli. Con letture da Totò a cura degli allievi della scuola di teatro Galante Garrone di Bologna. La rassegna, in collaborazione con CSC – Cineteca Nazionale, presenta al Lumière alcuni dei suoi titoli più felici o più rari. Come San Giovanni decollato di Amleto Palermi, primo film di Totò davvero professionale, che inaugurerà la personale sabato 15 alle ore 20.15.

Il Cinema Ritrovato al cinema: Gli amori di una bionda
Dal 10 aprile nei cinema italiani. Al Lumière tutti i lunedì e martedì del mese
Dal 21 al 29 aprile omaggio al cinema ribelle di Miloš Forman
“In perfetto equilibrio tra arguta satira sociale e romanticismo adolescenziale, tra cupa disperazione e speranza irrefrenabile. […] 
Gli amori di questa bionda sono gli amori di tutti noi, tanto necessari quanto impossibili"
(Dave Kehr)
La distribuzione di classici restaurati che la Cineteca promuove sull’intero territorio nazionale prosegue con Gli amori di una bionda, la commedia triste che rivelò anche in Occidente il talento di Miloš Forman e che inaugurò la nová vlna, la nouvelle vague praghese. Le disillusioni amorose d'una giovane operaia, in fuga dal torpore della provincia, si stagliano nel ritratto d'una generazione nuova e indecisa a tutto, ma risolutamente (e comicamente) fuori dal linguaggio e dalle retoriche ufficiali della ‘programmazione socialista'. Circola un'aria da dolci inganni che rischia di spegnersi nel grigiore d'un contesto desolante, ma Forman ha già chiaro che è necessario non deflettere dall'ironia: "Una piccola nazione come la Cecoslovacchia, minacciata per tutto il corso della sua storia da poten ti vicini, non ha altri mezzi di sopravvivenza che mantenere il sense of humour". Intorno a Gli amori di una bionda dedicheremo a Miloš Forman una personale (dal 21 al 29 aprile), in collaborazione con il Bergamo Film Meeting, che abbraccia la lunga e gloriosa carriera del regista, dai corti musicali dell’apprendistato praghese ai trionfi hollywoodiani costellati di Oscar (Hair e Qualcuno volò sul nido del cuculo).

Rendez-vous. Nuovo cinema francese: La meccanica delle ombre e Le Concours
Mercoledì 12 e giovedì 14 aprile – Cinema Lumière
Ultimi due appuntamenti per la rassegna che anche quest'anno ha portato a Bologna un assaggio del miglior cinema francese recente. Mercoledì 12 alle ore 20 vedremo La meccanica delle ombre, avvincente polar spionistico, a cavallo fra Le Carré e i classici del thriller paranoico-politico americano anni Settanta. Protagonista un contabile ex alcolista che si ritrova invischiato in un pericoloso intrigo tra servizi segreti e alte sfere del governo. Venerdì 14 gran finale con Le Concours, il documentario in cui Claire Simon ha raccontato i severi esami di ammissione alla Femis, la scuola nazionale di cinema in Francia nelle cui aule sono passati Malle, Resnais, Angelopoulos e Ozon.
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Cinema del presente: Un re allo sbando, Split e Dopo l'amore
Giovedì 13, sabato 15 e domenica 16 aprile - Cinema Lumière
Questa settimana vi proponiamo, naturalmente in versione originale con sottotitoli, tre fra i film più felici dell'ultima stagione cinematografica. Partiamo (giovedì 13, ore 22.30) con Un re allo sbando: “Mettiamo un re belga a Istanbul, con una catastrofe naturale e una crisi politica in atto, e poi lanciamolo in un rocambolesco viaggio a piedi verso casa, in incognito, pieno di contrattempi, rese dei conti e momenti di gioia”, dicono i registi Jessica Woodworth e Peter Brosens intorno all'idea di partenza di questa spiazzante ed esilarante commedia on the road travestita da documentario, vera scoperta dell'ultima Mostra di Venezia. Sabato 15 sarà la volta di Split, e labirintico thriller con sfumature horror diretto dal regista di Sesto senso M. Night Shyamalan, che conferma il suo interesse per fobia, paranormale, psichiatria sociale e colpi di scena nel racconto delle ventitré personalità (più una, la più pericolosa, tenuta nascosta anche alla sua psichiatra) di un uomo affetto da disturbo dissociativo dell'identità. Infine (domenica 16, ore 21.45) Dopo l'amore di Joachim Lafosse, anatomia di una separazione, sentimentale e materiale, di una coppia, tra casa, denaro, cibo e ore da trascorrere con le figlie. 
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Cineclub per bambini e ragazzi. Pasqua e Pasquetta in musica con Il Mago di Oz e Sing
Sabato 15, domenica 16 e lunedì 17 aprile, ore 16 – Cinema Lumière
Per il lungo week-end pasquale riproponiamo a grande richiesta due dei titoli più apprezzati quest'anno dai nostri cinefili in erba. Sabato 15 e domenica 16 torna Il Mago di Oz, favola musical e film di fondazione dell'immaginario americano riportato in versione restaurata sui grandi schermi dalla Cineteca di Bologna nell'ambito del progetto Il Cinema Ritrovato al cinema. Ancora tanta musica a Pasquetta nell'esilalarante film d'animazione Sing: un topo intonato ma imbroglione, una timida elefantina adolescente, una madre scrofa esaurita, un giovane gorilla gangster e una porcospina punk-rock sono gli improbabili partecipanti di un talent show canoro indetto da un koala azzimato per salvare il suo teatro.


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Volontari cercasi!
Se desideri partecipare come volontario al Cinema Ritrovato hai tempo fino al 20 aprile, compilando la scheda di iscrizione on-line.
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- CINEMA - BOLOGNA - - 08-04-2017

Cari amici,
mancano solo tre mesi alla 31esima edizione! Ci saranno novità, ma partiamo dalle conferme: ancora una volta Il Cinema Ritrovato sarà una macchina del tempo che ci farà esplorare i tre secoli del cinema,
dalla fine dell'Ottocento all'inizio del Duemila; e una macchina dello spazio che ci condurrà in molteplici viaggi attraverso il cinema europeo, statunitense, africano, asiatico, latinoamericano.
Come sempre, sarà un'occasione unica per scoprire opere che non abbiamo mai visto e riscoprire quelle che abbiamo sempre amato, presentate nelle copie migliori, nei nuovi restauri, nelle condizioni di proiezione ideali. Chi conosce Il Cinema Ritrovato sa che ogni edizione è un'esperienza irripetibile, dove si mescolano ingredienti preziosi e unici. La scoperta di una città bellissima, che per una lunga settimana si offre al cinema e a chi ama il cinema; il lavoro di tanti studiosi straordinari; una selezione di quattrocento film, ciascuno notevole per bellezza, significato, rarità; ospiti e testimoni di prima grandezza; un pubblico appassionato e competente che converge su Bologna da tutto il mondo. È un vero museo del cinema aperto per soli otto giorni all'anno. Anzi, ecco la prima novità: quest'anno per nove. Il festival si conclude ufficialmen te, come di consueto, con la proiezione serale in Piazza Maggiore, sabato 1 luglio; ma l'intera domenica 2 sarà dedicata alle repliche, per i tanti spettatori che, come ogni anno, durante la settimana non saranno riusciti a vedere tutto quello che avrebbero voluto...
Cominciamo a presentarvi alcuni programmi, per condividere il gusto di quello che stiamo preparando; tra le sezioni di cui vi parleremo nelle prossime settimane, anticipiamo solo l'omaggio, curato da Bernard Eisenschitz e Philippe Garnier, ai cento anni di uno dei divi più luminosi, sexy e indimenticabili dell'Olimpo hollywoodiano, Robert Mitchum.

Una domenica a Bologna 

Gli affezionati spettatori del Cinema Ritrovato conoscono già Menschen am Sonntag (1930), ma questo titolo celebre non è che la punta dell’iceberg. Tutti i film di questa rassegna si svolgono di domenica, tradizionale giorno di riposo nel quale tutto può accadere. Il programma comprende il primo film parlato di Gustav Machatý, Ze soboty na neděli (From Saturday to Sunday, 1931), capolavoro sperimentale del primo sonoro; It Always Rains on Sunday (1947), cupo thriller postbellico britannico di Robert Hamer; e Domenica d’agosto (1950) di Luciano Emmer, incantevole documento dell’Italia del dopoguerra, nel quale si intrecciano cinque storie di personaggi che lasciano Roma per una gita di un giorno al mare. Tra le altre gemme proposte, Les Dimanches de Ville d'Avray (1962) di Serge Bourguinon, Zabitá neděle (Squandered Sunday, 1969) di Drahomíra Vihanová, e una spolverata di cortometraggi tra i quali spicca Gai dimanche (1935) di Jacques Tati. L'intera rassegna verrà proiettata… quando, se non di domenica?
Programma a cura di Neil McGlone e Alexander Payne 

Noir a Teheran: i thriller di Samuel Khachikian

Foto: Midnight Terror di Samuel Khachikian (1961)
Detective privati, femmes fatales, notti piovose in una giungla di cemento, uomini disperati stretti nei loro trench… sembra un film noir, e infatti lo è, ma ambientato in un tempo e un luogo davvero inaspettati: la Teheran degli anni Cinquanta! Quest’anno Il Cinema Ritrovato sposta la sua attenzione dalla nouvelle vague iraniana degli anni Sessanta al periodo d’oro del cinema di genere, riportando alla luce quattro film diretti da una delle figure più popolari e influenti della cinematografia iraniana, Samuel Khachikian. I film, mai proiettati fuori dell'Iran, mostrano il regista alle prese con i territori a lui più congeniali del poliziesco, del thriller e del noir: storie che documentano l'imminente modernizzazione del paese e al contempo, attraverso il mito del cinema, vi contribuiscono. Dallo stile asciutto ed elegante di questi film em erge un aspetto del cinema iraniano ancora tutto da scoprire.
Programma a cura di Ehsan Khoshbakht e Behdad Amini, in collaborazione con il National Film Archive of Iran

Augusto Genina: un italiano in Europa

Foto: Les Amours de minuit di Augusto Genina (1931)
Augusto Genina (1892-1957) è uno dei registi più cosmopoliti del cinema italiano. Nel cinema dai primi anni Dieci, attivo tra Francia e Germania, autore di maliziosi ritratti femminili e di un film fondamentale nel passaggio dal muto a sonoro (Prix de beauté, con Louise Brooks), negli anni Trenta gira film di guerra fascisti che portano il gusto dell'esotico all'astrazione (Lo squadrone bianco). Nel dopoguerra, mostra la sua doppia anima: da un lato, sperimenta varianti cattoliche del neorealismo (Cielo sulla palude, amatissimo da Bazin) e del mélo (Maddalena), dall'altro, recupera le radici di libertino della belle époque (Frou Frou). Un regista europeo dai mille volti e dalle mille stagioni.
Programma a cura di Emiliano Morreale

William K. Howard: Alla riscoperta di un maestro dello stile

La carriera di William K. Howard fu interrotta da problemi con l'alcol e con l'autorità, e di lui oggi ci si ricorda appena. Ma il leggendario direttore della fotografia James Wong Howe disse che Howard era “il regista più creativo” con cui avesse mai lavorato, e il giudizio è confermato dai film febbrilmente innovativi e tecnicamente all’avanguardia che Howard firmò tra la fine degli anni Venti e l’inizio dei Trenta per la Fox Film Corporation. Il pezzo forte di questa mini-retrospettiva è il capolavoro sonoro Transatlantic (1931), una rarità che nel recente restauro del Museum of Modern Art svela in tutta la sua forza l’innovativo lavoro di Howard e Howe sulla profondità di campo. Tra gli altri titoli, The Trial of Vivienne Ware (1932) è un dramma giudiziario dal ritmo vertiginoso, il cui impiego inventivo del flashback anticipa la complessità strutturale di The Power and the Glory (1933), epica narrazione della vita di un magnate delle ferrovie (Spencer Tracy) che eserciterà un’influenza indiscutibile su Quarto potere.
Programma a cura di Dave Kehr, in collaborazione con The Museum of Modern Art, New York

Colette e il cinema

Figura monumentale della letteratura francese, Colette non fu solo scrittrice, mima e attrice ma intrattenne un rapporto intenso e vario con la settima arte. Le sue recensioni di Mater dolorosa di Abel Gance e di Itto di Marie Epstein e Jean Benoît-Lévy rivelano una formidabile sensibilità da regista. Colette ammirò Mae West in She Done Him Wrong, adattò Lac aux dames per Marc Allégret, scrisse i sottotitoli di Mädchen in Uniform, la sceneggiatura di Divine per Max Ophüls e i dialoghi per la prima versione cinematografica di Gigi, di Jaqueline Audry. La rassegna ci guida alla scoperta di un cinema francese scritto, diretto o prodotto da donne come Simone Berriau, Solange Térac, Yannick Bellon e Musidora, grande amica di Colette.
Programma a cura di Mar iann Lewinsky e Emilie Cauquy 

Il film storico nel Giappone degli anni bui

Foto: Ninjo kamifusen di Sadao Yamanaka (1937)
Sul finire degli anni Trenta del Novecento, in pieno periodo militarista, fu nel film storico – o jidai-geki – che i registi progressisti giapponesi si rifugiarono per commentare criticamente i problemi del loro tempo. Il Narutaki-gumi, gruppo informale di cineasti impegnati nella modernizzazione del cinema giapponese, creò un nuovo tipo di jidai-geki che preferiva il realismo alla stilizzazione e il pessimismo ironico all’ottimismo eroico. La nostra rassegna si concentra soprattutto sui film realizzati alla Toho da membri del Narutaki-gumi e interpretati dagli attori della troupe teatrale progressista Zenshin-za. Grazie all’impiego di tecniche innovative quali la recitazione naturalistica e il linguaggio moderno in contesti storici, questi film introdussero una visione sovversiva nelle tematiche classiche del jidai-geki. Figurano nella rassegna sia il capolavoro canonico Ninjo kamifusen (Humanity and Paper Balloons, 1937) di Sadao Yamanaka, sia classici meno noti come Abe ichizoku (The Abe Clan, 1938) di Hisatora Kumagai, raramente (se non mai) proiettati in Occidente. A questi film si affianca il capolavoro di Tamizo Ishida, Hana chirinu (Fallen Blossoms, 1938), che offre un singolare sguardo femminile sulla turbolenta storia giapponese.
Programma a cura di Alexander Jacoby e Johan Nordström, in collaborazione con il National Film Center di Tokyo
Cento anni fa. 50 film del 1917

La sezione 'Cento anni fa' è dedicata a uno degli anni più orribili della storia mondiale. La guerra in corso e le rivoluzioni in Russia ridussero la quantità di film prodotti, ma non la loro qualità. Tra una sessantina di titoli che comprendono film di finzione, documentari, frammenti e film di animazione scoprirete capolavori come Ne nado krovi (Blood Need Not Be Spilled) di Jakov Protazanov con Ivan Mosjoukine, straordinarie attrici quali Maria Orska, Pola Negri e Pauline Starke e divi amatissimi come Gunnar Tolnæs. Siete invitati a seguire i programmi dedicati al gender bender nell’esercito francese, al tema Bellezza e Scenografia nel cinema italiano e alle ricerche visive espressioniste ante litteram.
Programma a cura di Karl Wratschko e Mariann Lewinsky

Universal Pictures: gli anni di Laemmle Junior (seconda parte)

Dopo la significativa rassegna dell’anno scorso sulla Universal Pictures, ecco un’altra selezione di film prodotti durante la gestione di Carl Laemmle Junior e recentemente riscoperti e restaurati. Tra i nuovi restauri figurano il caustico poliziesco di Tod Browning Outside the Law (1930), interpretato da Edward G. Robinson (prima di Little Caesar), e Sensation Seekers, fiammeggiante melodramma scritto e diretto dalla più importante regista del cinema muto, Lois Weber. Dalla Library of Congress proviene la versione originale, per molto tempo inaccessibile, di The Road Back di James Whale, seguito di All Quiet on the Western Front. Saranno inoltre proposte, in copie 35mm stampate di fresco dai negativi camera originali, cinque autentiche rarità, tra cui Destination Unknown (1931) di Tay Garnett, stupefacente parabola di u n 'Cristo tra i contrabbandieri', e Ladies Must Love (1934) di E.A. Dupont, storia turbolenta e cinica di tre ragazze golddiggers a Broadway.
Programma a cura di Dave Kehr, in collaborazione con The Museum of Modern Art, New York e Universal Pictures


Vi sembra abbastanza per un solo festival? In realtà, c'è ancora molto altro di cui dobbiamo parlarvi:
• Ritrovati e Restaurati
• Omaggi a Jean Vigo, Helmut Käutner, Bill Morrison, Emile Cohl
• 1897. Cinema Anno 2
• Progetto Keaton in collaborazione con Cohen Film Collection
• Progetto Chaplin
• Alla ricerca del colore dei film: dal Kinemacolor al Technicolor
• The Film Foundation's World Cinema Project
• Rivoluzione e avventura: l'età d'oro del cinema messicano
• Documenti e documentari
• Il Cinema Ritrovato Kids & Young

E ancora, lezioni di cinema, incontri sul restauro, Cinema Ritrovato DVD Awards (14a edizione), Mostra mercato dell’editoria cinematografica, ospiti... tutto nella prossima newsletter.

Vi aspettiamo!
Gian Luca Farinelli
Direttore Cineteca di Bologna


Comitato di programmazione: Guy Borlée, Cecilia Cenciarelli, Roberto Chiesi, Paola Cristalli, Gian Luca Farinelli, Anna Fiaccarini, Goffredo Fofi, Ehsan Khoshbakht, Mariann Lewinsky, Andrea Meneghelli, Paolo Mereghetti, Emiliano Morreale, Davide Pozzi e Elena Tammaccaro.
Comitato scientifico: Richard Abel, Peter Bagrov, Peter Becker, Janet Bergstrom, Kevin Brownlow, Gian Piero Brunetta, Ian Christie, Lorenzo Codelli, Eric de Kuyper, Bryony Dixon, Jean Douchet, Shivendra Singh Dungarpur, Bernard Eisenschitz, Alexander Horwath, Aki Kaurismäki, Dave Kehr, Hiroshi Komatsu, Martin Koerber, Miguel Marìas, Nicola Mazzanti, Mark McElhatten, Olaf Möller, Alexander Payne, Elif Rongen-Kaynakçi, Chema Prado, Jonathan Rosenbaum, Thelma Schoonmaker, Martin Scorsese, Jon Wengström.
Coordinatore: Guy Borlée

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Il Cinema Ritrovato
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Tel: (+39) 0512194814 - Fax (+39) 0512194821
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- SPORT - 07-02-2017

M.M.A. (arti marziali miste) Venice Combat Event.
Due incontri e due vittorie per gli atleti del C. A. B.
4 febbraio 2017 A Venezia è andato in scena il Venice Combat Event 8 match professionistici e 7 semi-professionistici per una serata interamente dedicata alle MMA, con alcuni degli atleti più interessanti del panorama italiano. Due gli atleti del Club Atletico Bologna presenti e altrettante sono state le vittorie per i due fighters bolognesi. Daniil Lichii e Gianmarco Gherla, hanno dato spettacolo durante questo evento che ha dimostrato ancora una volta la grande crescita delle MMA italiane. Gianmarco Gherla schierato tra i professionisti, si è scontrato con un avversario molto più esperto, Massimo Capussela, ma fin dal primo round Gherla si dimostra più aggressivo e in un match molto duro con scambi pesanti sia in piedi che a terra vince l’incontro della Categoria Pesi Leggeri: per decisione unanime. Nei semi professionisti, Lichii scambia, contro il suo avversario, Bocca del MMA team di Biella, diversi colpi con i piedi e con un buon controllo da terra, domina e vince il match. Piena soddisfazione per il coach Lorenzo Spoto che per l’occasione ha avuto anche il compito di arbitrare gli altri match del VCE.

 

- FIERE - VERONA - 21-01-2017

foto e Sevizio Fabio Matranga


MOTOR BIKE EXPO 2017

Week End di moto per la città Veneta , nel 2016 furono oltre 150.000 le presenze che riempirono il polo fieristico di Verona.

Sette padiglioni oltre ad aree esterne per esibizioni , spettacoli e corsi di guida.
Presenti in forma ufficiale tante case costruttrici tra cui Aprilia, BMW, Ducati, Harley-Davidson, Honda, Husqvarna, Indian, Kawasaki, Moto Guzzi, Moto Morini, Royal Enfield, Scrambler Ducati, Suzuki, Triumph e Yamaha che hanno presentato le novità del 2017 oltre a modelli unici e prototipi.

A fianco delle casa costruttrici abbiamo trovato i principali customizzatori mondiali con ben tre padiglioni che rendono la manifestazione scaligera la più grande rassegna internazionale del settore.

Grande successo per la casa di Borgo Panigale , al padiglione 4 abbiamo trovato il bellissimo stand di Scrambler Ducati che in solo due anni dalla presentazione ha venduto oltre 32 mila modelli e che quindi non poteva di certo mancare all’evento per eccellenza dedicato alle custom , nota di merito alla nuovissima Scrambler Essenza si South Garage (foto) presentata proprio al MBE2017 .

Il Motor Bike Expo ha riempito anche il week end di convegni tematici e di presentazioni come per il circuito romagnolo di Misano intitolato a Marco Simoncelli che ha mostrato al pubblico il proprio programma per l’anno appena cominciato e l'attesissima presentazione del CIV 2017 che vedrà due round in più per un totale di dodici gare confermando tutte le classi presenti negli anni passati.



 

- CULTURA/LIBRI - BOLOGNA - 18-12-2016

Marco Graziani intervista Massimo Fagnoni

E' uno scrittore, figlio di quella Bologna che tanto ha dato, sta dando e darà nel campo letterario.
Massimo Fagnoni ha lavorato per anni nei servizi sociali ed in psichiatria, ma da ormai 14 è un agente della Polizia bolognese.

1- Ciao Massimo, parlaci un po' di te...

Bolognese classe 59, ho lavorato quasi vent'anni nei servizi sociali e psichiatrici, con un'esperienza di un anno all'Osservanza di Imola, durante la deistituzionalizzazione, laureato in filosofia, lavoro da 14 anni in Polizia Municipale a Bologna, vivo da 11 anni in campagna.

2- Nella tua vita sei passato dai servizi sociali alla Polizia, perché e come è avvenuto questo cambiamento? C' è stato un evento scatenante o è successo di colpo?

Il sociale in Italia è residuale, come la cultura e il senso civico. Chi lavora nel sociale ha contratti da fame e nessuna tutela, quando si è presentata l'occasione di un concorso in Pm a Bologna ho deciso che fra il coordinatore di servizi e agente di Pm preferivo il ruolo di agente, più garantito e con più possibilità di incidere nella realtà cittadina.

3- Quando e come hai scoperto di essere anche uno scrittore?

Ho iniziato a scrivere sistematicamente nel 2005 circa, quasi per scommessa con me stesso e mia moglie, lei diceva che avevo del talento, io in realtà non ero convinto del tutto, poi nel 2010 i primi tre libri pubblicati mi hanno spinto a continuare cercando di fare meglio,cercando un mio stile, sul quale sto ancora lavorando.


4- Il genere del quale scrivi è quello del noir poliziesco, indovino che  il tutto parta dalla tua professione, quella attuale e quella passata...

Il nero fa parte della mia formazione di lettore e fruitore di cinema e fiction, il nero colora l'immaginazione, allontana il grigiume del quotidiano e permette di sviluppare temi sociali, sicuramente da quando lavoro in pm ho vissuto tante situazioni stimolanti.

5- E' solo il noir il tuo genere, o ti senti di esplorare anche qualche altro genere?

Il nero ha diverse sfumature in narrativa e orientamenti, il mio nero lo puoi definire di carattere sociale, non è una novità, nonostante sia considerata da molti narrativa di intrattenimento e spesso snobbata dai cultori di altri generi, sono convinto che il nero con le sue diverse sfumature rappresenti un ottimo veicolo di contenuti sociali, culturali proprio perché esplora i luoghi oscuri della società e lo fa spesso senza remore, scrupoli e pudore ed è uno dei motivi del suo successo. Io con il mio modo di intenderlo cerco di raccontare storie e dentro ci metto tutto, cercando di raccontare la mia visione della realtà, e sperando di trovare lettori che si riconoscano almeno in parte in quella visione.

6- E' da poco uscito il tuo ultimo lavoro, "Il Giallo Delle Caserme Rosse" edito dalla casa editrice genovese F.lli Frilli Editore. Dal titolo si indovina che il romanzo abbia come fulcro Le Caserme Rosse, campo di prigionia nella zona Corticella di Bologna. ce ne parli?

Ho lavorato 11 anni nel parco delle Caserme Rosse coordinavo un centro socio riabilitativo per disabili gravi e frequentando il parco tutti i giorni era giocoforza arrivare a conoscere la sua storia, poi due anni fa sono andato a Cracovia per visitare Auschwitz e ho deciso che dovevo inserire almeno un paio di paginette in un romanzo dedicate a quel luogo e il romanzo è nato intorno a quel desiderio. Poi il romanzo rimane puro intrattenimento senza pretese sociologiche e storiche, ma nasce da un' esperienza emotiva forte.

7- Il romanzo è poi ambientato ai giorni nostri, cosa succede?

E' un “cold case” un'indagine per scoprire che fine ha fatto un giovane (Andrea Fanti) scomparso a 17 anni dopo essere entrato nel campo di smistamento di Caserme Rosse durante la guerra. È il terzo romanzo dedicato alle indagini di Galeazzo Trebbi ex sovrintendente della polizia di Stato, investigatore privato, è un personaggio che ha convinto l'editore che mi chiede una nuova avventura con cadenza annuale, è un seriale e sto scrivendo adesso il sesto. Trebbi è un prototipo di investigatore con alcune caratteristiche comuni ai personaggi del suo genere , ma anche con alcune note originali che nascono dal mio approccio al nero metropolitano.

8- Oltre ai temi del poliziesco e del romanzo storico, hai voluto introdurre anche qualche altro tema? C' è qualcos' altro nel tuo ultimo lavoro??

L'ho fatto inconsapevolmente all'inizio, ma il tema che ho affrontato in questo terzo romanzo è quello della diversità, intesa non tanto e non solo di diversità sessuale, ma politica, religiosa, razziale, caratteriale.

Trebbi è un diverso, nel senso che nato a Bologna ha vissuto le contraddizioni del suo essere atipico, non a caso è stato un poliziotto e già il suo essere un ex sovrintendente di Polizia emiliano lo colloca in una situazione sociale diversa e così tutti i personaggi che compongono questa vicenda sono a loro modo dei diversi, fuori moda, fuori contesto, borderline. Forse è questa la vera novità dell'ultimo romanzo.
 
9- Tutti i tuoi romanzi sono ambientati a Bologna e dintorni, perchè?

Ambiento le mie storie fra Bologna e Ferrara, fra Bologna e l'appennino perché sono luoghi che conosco e che amo, farei fatica a scrivere di storie in luoghi sconosciuti come faceva Salgari, non ho quel tipo di immaginazione.


10- Quando scrivi i personaggi dei tuoi libri da dove nascono? Colleghi, te stesso o  dal di fuori dell' ambiente lavorativo?

I miei personaggi nascono dal mio vissuto, da coloro che incontro nel quotidiano, da ciò che ho letto nella mia vita, dal cinema, da pulsioni interiori e dal mio desiderio di esplorare il comportamento umano.


11- Qual' è secondo te il tuo personaggio meglio riuscito?

Trebbi sta diventando il mio preferito, ci sto lavorando con passione perché è quello che mi sta dando le maggioro soddisfazioni.


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2- Che libro consiglieresti a chi si volesse avvicinare alla tua bibliografia? 

Inizierei da Il Silenzio Della Bassa (ed. Frilli 2014), il primo della trilogia Trebbi, forse perché la mia scrittura da Frilli in poi comincia a essere più matura, anche se in formazione, che considero permanente, demenza senile permettendo.
 
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3- Come già detto questo è il terzo romanzo dove appare l' investigatore privato Trebbi. Ci sarà un seguito???? Stai già lavorando a qualcosa?

In primavera 2017 pubblicherò un romanzo con Minerva, la più grande realtà editoriale della regione, è un romanzo al quale sono molto legato affettivamente ma per ora non voglio svelare nulla. In autunno 2017 dovrei tornare in libreria con il quarto romanzo dedicato a Trebbi.


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4- siamo in un' epoca dove è forte e radicato l' utilizzo dei social network, che rapporto hai con loro?

Non amo i social network, facebook soprattutto non mi piace, ma sono indispensabili per diffondere il mio lavoro di scrittore, quindi mi adeguo, ma non chatto, non mi interessa perderci tempo, se non per consultazione e promozione, lo dico con franchezza, però la rete ormai è indispensabile per la promozione e la vendita di romanzi.


15- Hai anche un sito internet: www.massimofagnoni.com  lo curi tu?

Lo curo io con grande fatica perché mi porta via tempo, tempo che rubo allo scrivere, però stesso discorso di prima, noi piccoli scrittori o ci promuoviamo da soli o rischiamo di scomparire nell'oblio.


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6- Nel tempo libero, leggi? Ascolti musica? Se si, in che modo influiscono nel tuo lavoro di scrittore?

Leggere è indispensabile per potere scrivere ora sto leggendo Sostiene Pereira ( scritto da Antonio Tabucchi), leggo anche neri soprattutto stranieri e li alterno a neri italiani, leggo di tutto, anche fumetti.

La musica è indispensabile ascolto musica quando scrivo soprattutto rilassante per non contaminare troppo il momento in cui scrivo, ascolto musica continuamente, di tutto, dai Cold Play a Fossati. La musica entra nei miei scritti, la cito, la evoco, la uso come colonna sonora immaginaria.

17- conosci qualche altro scrittore? Se si, che rapporto avete?

Conosco molti scrittori, i rapporti sono diversificati, alcuni sono amici, altri sono troppo famosi per esserlo, gli scrittori in linea di massima non si amano fra di loro, specialmente quando giocano nello stesso terreno, potenzialmente concorrenti.

18- Considerando il tuo mestiere, sei spesso in giro per le vie e strade di Bologna, cosa vedi? Parlaci della TUA Bologna, del rapporto che hai con la tua città.

Sono un agente della Municipale, meglio specificare, visto che l'opinione pubblica ancora ci vede diversamente dai poliziotti statali. Bologna è una città ricca del centro nord del paese, vive le stesse contraddizioni di  città analoghe, difficoltà di integrare le nuove masse di migranti, difficoltà a fronteggiare il degrado dilagante, difficoltà economiche crescenti, nuove marginalità. Bologna è ancora una città vivibile, basta stare un poco attenti come cantava Dalla.

19- Cosa vedi nel futuro di Bologna? Sei ottimista o pessimista?

Non vedo un futuro sereno per l'intera Europa, senza regole chiare di integrazione e accoglienza vedo solo un crescente scontro di civiltà e noi come paese affacciato sul Mediterraneo saremo sempre quelli più esposti, specialmente senza l'appoggio del resto del vecchio continente  

20- hai mai pensato di mettere su film o di fare una serie televisiva tratta dai tuoi romanzi?

I miei romanzi sono pensati sempre come immagini in movimento, la mia storia viene dal cinema d'azione, molto cinema e molta azione, sto cercando di arrivare alla prima sceneggiatura con Bologna Non CP (ed. Frilli 2015), ci sta lavorando un giovane sceneggiatore, vedremo se alla fine troveremo qualcuno interessato a produrne un film.

21- negli ultimi anni si sono moltiplicate le serie televisive di genere poliziesco. Ci spieghi il perchè, secondo te, di questa tendenza?

Intrattengono, distraggono, il poliziesco per quanto violento astrae dal quotidiano che è anche più violento ma ha la concretezza brutale della realtà, meglio distrarsi con una ricostruzione della violenza, è un buon metodo per esorcizzarla.  

22- hai qualche progetto futuro, a breve o a lungo termine? Professionale oppure no...
Vorrei andare in pensione per potere dedicarmi alla scrittura al tempo pieno, a mia moglie, alla palestra e all'xbox one, non ho progetti se non continuare a scrivere e vedere magari realizzato prima o poi una fiction o un film con uno dei miei romanzi.


- CULTURA/LIBRI - BOLOGNA - 11-12-2016

Il Motor Show di Bologna 2016 ha concluso la sua 40 esima edizione , 40 anni di storia con l’auto a 360°.  

Dopo anni difficili abbiamo trovato tante auto in mostra (43 i marchi presenti anche senza le grandi assenti Volkswagen e Bmw) , spazi dedicati alla vendita , esposizione di rare auto d’epoca e le immancabili performance dei campioni nel circuito come il Memorial Bettega e le sue stelle del rally che hanno infiammato il pubblico sugli spalti e a casa grazie alla diretta Sky per le Semifinali e finalissima vinta da Elfyn Evans al volante della Ford Fiesta WRC   .  


Bello vedere in mostra capolavori costruiti decenni prima coma la Ford GT40 del 1969 e tutte le Lancia che hanno scritto pagine leggendarie nei rally di tutto il mondo.

Fra passato e futuro si passa dalla rara Mercedes 300S Cabriolet all nuovissima Range Rover Evoque Cabrio ,  dalla Fiat Balilla Coppa d’Ore 1934 al nuovissimo Suv Peugeot 3008 e 5008.  

Nei vari stand presenti anche tutto il gruppo FCA (Fiat Chrysler Automobiles) con i marchi Fiat , Abarth , Lancia , Jeep , Alfa Romeo e Maserati oltre a Jaguar (con la nuova tecnologia AWD) , Lamborghini , Mc Laren , Pagani e la lussuosissima Bentley.

 foto e devizio Fabio Matranga

 

 

- LAVORO - L'AQUILA - 25-11-2016

 

Il portale CONAPI per fare incontrare la domanda e l’offerta

L’iniziativa consiste nel raccogliere la disponibilità delle aziende e di farle coincidere con le esigenze dei lavoratori. Tra gli obiettivi prefissati dal progetto c’è infatti la creazione di contatto tra impresa, lavoratori, istituzioni pubbliche, centri di formazione accreditati, Università, Ordini Professionali e professionisti del settore, con l’impegno di raccogliere la disponibilità delle aziende e di farle coincidere con le esigenze dei soggetti interessati.

Si chiama «Portale Telematico del Lavoro» ed è il nuovo portale Internet voluto dal CONAPI L’Aquila per offrire a chi è in cerca di lavoro un luogo virtuale per favorire l’incontro tra domanda e offerta, favorendo il consolidamento, il rafforzamento e la valorizzazione delle interrelazioni con le istituzioni pubbliche e private del territorio regionale, che intendono promuovere rapporti sperimentali, di ricerca, di sviluppo e di innovazione in materia del lavoro.

Il progetto rientra nella strategia digitale varata dal Direttivo Provinciale per il 2016. Spiega il Presidente Provinciale, D.ssa. Rosa Pestilli: «Grazie a questo portale si incontreranno, in modo semplice e immediato, i ragazzi che cercano lavoro e le aziende che offrono opportunità di occupazione. L’elemento nuovo e fondamentale è che le aziende potranno comunicarci quali sono le aspettative di assunzione, mentre i lavoratori ci segnaleranno le preferenze di collocamento in base all’età, area geografica e competenze acquisite, permettendoci di avere in anticipo uno spaccato del mercato del lavoro nella Regione Abruzzo, nel breve e medio periodo e di calibrare al meglio nuove iniziative atte a favorire il collocamento di lavoratori, puntando laddove le aziende avranno maggiore possibilità di assumere nuovi addetti».

L’intervento punta dunque alla definizione del piano di ricerca attiva del lavoro promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’assistenza nel contatto con l’azienda, la diffusione del curriculum vitae; la ricerca e segnalazione delle vacancies, la gestione del contatto anche attraverso visite in azienda e la valutazione dei profili professionali.

Ricordiamo che il C.O.N.A.P.I L’Aquila oltre alla rappresentanza di Sindacato Datoriale che aderisce alla Confederazione Nazionale C.O.N.A.P.I in accordo con UGL (Unione Generale del Lavoro) ed ACAI (Associazione Cristiana Artigiani Italiana), con la partecipazione dell’Ente Bilaterale Nazionale E.Bi.N.AR.T e dal Fondo Interprofessionale EUROFONDO, è anche una Agenzia per il Lavoro autorizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Per tutte le aziende e lavoratori che intendono proporsi, possono accedere al nuovo portale all’indirizzo web: http://www.conapilaquila.eu/portalelavoro_conapilaquila_eu/index.asp , oppure possono recarsi presso la sede di Avezzano, all’indirizzo di Via Luigi Vidimari n. 8, aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30, per appuntamenti è possibile contattare lo 0863 441282, mentre per tutte le altre informazioni è possibile inviare una mail al seguente indirizzo di posta elettronica: info@conapilaquila.eu.  

 

- SPORT - BOLOGNA - 22-11-2016

Mondiali di Powerlifting: Turco fa il bis
Lo scorso 13 novembre 2016 si sono svolti a Riva del Garda (TN) i campionati Mondiali di Powerlifting 2016, organizzati dalla W.D.F.P.F. Italia (Word drug free Powerlifting).
Alla prestigiosa competizione non poteva mancare l’atleta di Powerlifting più rappresentativo del Club Atletico Bologna, Cristian Turco, che dopo aver vinto i Campionati Italiani Assoluti 2016 e lo scorso titolo Mondiale, si è riconfermato l’atleta master 1 più forte al mondo. L’atleta bolognese ha sollevato 240 kg nella prova di Squat, 250 kg nello Stacco da terra e 160 kg con la Panca, realizzando un totale di 650 kg che gli hanno permesso di vincere il titolo mondiale nella sua categoria e di classificarsi al 6° posto nella classifica assoluta. Cristian Turco è un docente che insegna I.T.C. “Salvemini” di Casalecchio di Reno (BO). Questo a dimostrazione del fatto che nella vita si può essere un grande professionista e un grande atleta se come fattore comune c’è la passione e l’amore per lo sport.

Lotta Coppa Italia 2016: due bronzi per il CAB con Popov e la Giacomelli
Rovereto novembre 2016 - Sono stati circa 250 gli atleti e le atlete provenienti da tutta la penisola ad animare l’appuntamento con la Coppa Italia di greco romana svolto a Rovereto. Ad essi si sono unite alcune delegazioni tedesche e austriache che hanno dato spettacolo con incontri di alto livello sia nella specialità grecoromana che nella libera femminile. Sul podio della competizione maschile nella categoria 80 kg è salito Dumitru Popov che ha conquistato la medaglia di bronzo per il Club Atletico Bologna e che il 26 novembre ritirerà a Firenze il “Premio all’Atleta” alla presenza dell’On. Bruno Molea presidente mondiale CSIT. Altro bronzo per il CAB con Caterina Giacomelli nella cat 65 kg. Molto combattuta la categoria 98 kg dove il nostro Egor Krasilnikov nonostante un forte calo del peso corporeo, è giunto al 5° posto dopo aver vinto due incontri. Bene anche Simone Pivi 5° nella categoria 80 kg. Il CAB si è piazzato al 19° posto su 34 squadre. 


- SPORT/RUGBY - FABRIANO - 01-11-2016

Fabriano resiste, 

va avanti e “regge” moralmente all’urto del terremoto. Protagonista lo sport con la sfida tra le under 16 del Fabriano Rugby e Cus Ancona, per cercare di “normalizzare” la vita di giovani atleti e famiglie coinvolte nello sport ovale.
Il presidente della società fabrianese Pascal Antoine ha così spiegato il senso della partita di ieri, a pochissime ore dal terremoto della mattina. <È stato un importante segno di normalità nelle difficoltà. Abbiamo deciso di non rinviare la partita per far stare le famiglie insieme, unite e al sicuro. Lidea di giocare la partita quindi è stata quelle di esorcizzare la paura di molti, fabrianesi ed anconetani. La paura cè, esiste, ci dobbiamo convivere e far giocare la partita ai nostri atleti e a quelli di Ancona è . Abbiamo deciso di non rinviare la partita per far stare le famiglie 
Centrale quindi il momento di vicinanza e condivisione del terzo tempo, per condividere un piatto di pasta. Un momento di normalità per rompere le tensioni accumulate nei giorni, per cercare di parlare di sport e condividere una giornata di sole senza dover per forza raccontare le esperienze vissute poche ore prima. Il risultato della partita? Vittoria netta dellAncona ma per una giornata del genere era più importante giocare e vincere la paura del terremoto. La settimana prossima tornerà per rompere le tensioni accumulate nei giorni, per cercare di parlare di sport e condividere 

 

- CULTURA - L'AQUILA - 30-10-2016

Canistro, domenica torna la storica Sagra della Castagna

Canistro. Tutto pronto per la XXXIX edizione della Sagra della Castagna che si terrà domenica (30 ottobre) a Canistro capoluogo (Santa Croce).

La laboriosa Gabriella Antonini, presidente della Pro loco, con il patrocinio del Comune e con un nutrito gruppo di soci, collaboratori e volontari, darà vita alla manifestazione che ogni anno raccoglie migliaia di visitatori.

E come in ogni edizione, a far da “padrone” ci saranno i piatti tipici della tradizione locale, il buon vino, l’intrattenimento per i vicoli per grandi e piccini e la musica popolare.

Quest’anno il concerto è affidato alla band viterbese “La Tresca” (info: http://www.latresca.it/).

Sabato (domani), sempre a Canistro Santa Croce, ci sarà la dodicesima edizione della mostra estemporanea di pittura. L’inizio è previsto per le 10 e andrà avanti fino alle 17. In serata è prevista una cena con i prodotti tipici locali allietata dalla musica in piazza.

Le premiazioni (400 euro al primo classificato, 300 al secondo e 150 al terzo), ci saranno domenica pomeriggio.



 

- CULTURA/LIBRI - BOLOGNA - 30-09-2016

 

Confessioni.......
di Marco TigrE Graziani

.............. Confesso che ormai sono 5 anni da quando ho intervistato (intervista che appare ancora, un po' impolverata, sulle "pagine" di catchweb al seguente link: http://www.catchweb.net/music/CW-music-foto/CW-music-foto-2011/CW-music-archivio-live-luglio-dicembre-2011.htm )  Moreno Spirogi Lambertini, nelle sale di uno studio di registrazione in San Donato, periferia bolognese. Cinque anni,  pochi, il tempo è passato in un modo o nell' altro, ma anche tanti, troppi, considerando la  confessione che mi venne fatta quella sera a microfoni spenti. Moreno, front man, cantante e soprattutto fondatore del gruppo beat rock felsineo Gli Avvoltoi, quella sera di ormai 5 anni fa (l' intervista "compie gli anni" il 6 ottobre), mi confessò che con il gruppo, stava lavorando ad un concept album. Un concept album tratto da un libro, ma NON un libro qualsiasi: DESPERO!!!
Quel Despero che io stesso amo definire "Il definitivo romanzo del ROCK!"
Despero, per chi non l' avesse letto è il romanzo d' esordio dello scrittore bolognese Gianluca Morozzi, edito nel 2001. Romanzo che racconta le vicissitudini musico- amorose del protagonista Cristian Cabra detto "Kabra", chitarrista, fondatore e "highlander" dei Despero, mitica (nel vero senso della parola) band felsinea nata e formata tra gli '80 e i '90. Lì per lì rimasi senza fiato...... un disco degli Avvoltoi basato su Despero: qualcosa per cui vale la pena vivere, aspettare, contare i giorni, mi dissi!
Purtroppo di giorni non si trattò,ma di anni, e  l' attesa si protrasse, Gli Avvoltoi uscirono con un' inedito ed una raccolta ( "Amagama", Go Down Records 2014; "Quando vuoi scappare", Area Pirata 2015), più "Storia di un gruppo ridicolo" biografia del gruppo scritta a quattro mani, quelle di Moreno e l' ex chitarrista Lorenzo "Lerry" Arabia ( Sonic Press 2012) e il discorso disco venne accantonato........ Fino ad oggi, settembre 2016, finalmente è uscito "Confessoni di un povero Imbecille" ( Go Down Records 2016...... appunto!!!), Il concept album che aspettavo da una vita!!!
Gli Avvoltoi, largamente rimaneggiati, sfornano questo lavoro assolutamente da non perdere:è valsa la pena attendere 5 anni: le atmosfere "on the road", la sofferenza musico/ amorosa di Kabra prendono voce e forma, nei testi, nelle atmosfere e nella musica di Moreno & Co. Finalmente si possono ascoltare "vi voglio finalmente tutti qui", "Una camera, un' hotel", "Brucia" e "12 goccie", canzoni suonate, lette ma mai ascoltate dei Despero, peccato non avere la possibilità di poter ascoltare quella "crepuscolo" che tanto scalpore ha fatto nel romanzo, ma forse, considerando che sentimenti suscita in Kabra, è meglio così......
La cosa definitivamente "Despero" è che, in contemporanea con il disco degli Avvoltoi esce anche, con lo stesso titolo, il seguito di "Despero" di Gianluca Morozzi ( Fernandel 2016). Chissà come troveremo i protagonisti ormai alla soglia dei quarant' anni, perchè il tempo passa anche per le rock star, con buona pace dei Rolling Stones e Cher, anche per quelle fatte di carta ed inchiostro.
Chissà che fine avranno fatto le migliaia di lettere mai spedite di Kabra, Lore e la Rana? Staranno ancora insieme?, Termius Est (dove sei??), Zanna e "Yoko Ono"?  Tex e gli Zeronero? ma soprattutto che ne è stato di Sarah? Ci saranno degli sviluppi per quanto riguarda l' amore a senso unico di Kabra? Si chiariranno i due o tutto rimarrà lì, appeso ad un destino che diabolico non vuole chiarirsi?
L' attesa è spasmodica, simile a quella del' uscita di Indipendence 2 o Trainspotting 2, o di un qualsiasi cellulare di qualsivoglia marca, anche se questa, di attese, è DOPPIA!!!!!!!!!!!!!
Intanto, per ripassare e tuffarmi nuovamente nell' universo di Kabra, mi rIleggo Despero, aspettando di ascoltarlo e leggerne il seguito, convinto di poter scommettere sul super gruppo Avvoltoi/Despero con Gianluca Morozzi alla "regia".

 

 

-  BOLOGNA - 11-09-2016

Sana 2016

Tutto il meglio del biologico e del naturale alla Fiera di Bologna.

Quattro giorni di eventi e novità per vedere e provare anche in anteprima prodotti e servizi di aziende e associazioni sull' alimentazione biologica e la cura del corpo naturale.

Abbiamo avuto il piacere di provare e studiare  alimenti biologici sia freschi che confezionati , attrezzature , integratori alimentari , detergenti , articoli per l’arredamento e tessuti per vestiario.

In più il padiglione 30 ha visto il VeganFest con  mostre , presentazioni , incontri e VeganShowCooking.

Un altra bella novità è l’area gelato VeganOK con l’esibizione di maestri gelatieri e pasticceri , mentre al pad.29 il SANA SHOP, area riservata alla prova e all’acquisto di prodotti (con assaggi di tantissimi prodotti per tutti i gusti) 

 

 

 

 

 

 


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