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Marco Graziani
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CULTURA/LIBRI - BOLOGNA - 18-12-2016

Marco Graziani intervista Massimo Fagnoni

E' uno scrittore, figlio di quella Bologna che tanto ha dato, sta dando e darà nel campo letterario.
Massimo Fagnoni ha lavorato per anni nei servizi sociali ed in psichiatria, ma da ormai 14 è un agente della Polizia bolognese.

1- Ciao Massimo, parlaci un po' di te...

Bolognese classe 59, ho lavorato quasi vent'anni nei servizi sociali e psichiatrici, con un'esperienza di un anno all'Osservanza di Imola, durante la deistituzionalizzazione, laureato in filosofia, lavoro da 14 anni in Polizia Municipale a Bologna, vivo da 11 anni in campagna.

2- Nella tua vita sei passato dai servizi sociali alla Polizia, perché e come è avvenuto questo cambiamento? C' è stato un evento scatenante o è successo di colpo?

Il sociale in Italia è residuale, come la cultura e il senso civico. Chi lavora nel sociale ha contratti da fame e nessuna tutela, quando si è presentata l'occasione di un concorso in Pm a Bologna ho deciso che fra il coordinatore di servizi e agente di Pm preferivo il ruolo di agente, più garantito e con più possibilità di incidere nella realtà cittadina.

3- Quando e come hai scoperto di essere anche uno scrittore?

Ho iniziato a scrivere sistematicamente nel 2005 circa, quasi per scommessa con me stesso e mia moglie, lei diceva che avevo del talento, io in realtà non ero convinto del tutto, poi nel 2010 i primi tre libri pubblicati mi hanno spinto a continuare cercando di fare meglio,cercando un mio stile, sul quale sto ancora lavorando.


4- Il genere del quale scrivi è quello del noir poliziesco, indovino che  il tutto parta dalla tua professione, quella attuale e quella passata...

Il nero fa parte della mia formazione di lettore e fruitore di cinema e fiction, il nero colora l'immaginazione, allontana il grigiume del quotidiano e permette di sviluppare temi sociali, sicuramente da quando lavoro in pm ho vissuto tante situazioni stimolanti.

5- E' solo il noir il tuo genere, o ti senti di esplorare anche qualche altro genere?

Il nero ha diverse sfumature in narrativa e orientamenti, il mio nero lo puoi definire di carattere sociale, non è una novità, nonostante sia considerata da molti narrativa di intrattenimento e spesso snobbata dai cultori di altri generi, sono convinto che il nero con le sue diverse sfumature rappresenti un ottimo veicolo di contenuti sociali, culturali proprio perché esplora i luoghi oscuri della società e lo fa spesso senza remore, scrupoli e pudore ed è uno dei motivi del suo successo. Io con il mio modo di intenderlo cerco di raccontare storie e dentro ci metto tutto, cercando di raccontare la mia visione della realtà, e sperando di trovare lettori che si riconoscano almeno in parte in quella visione.

6- E' da poco uscito il tuo ultimo lavoro, "Il Giallo Delle Caserme Rosse" edito dalla casa editrice genovese F.lli Frilli Editore. Dal titolo si indovina che il romanzo abbia come fulcro Le Caserme Rosse, campo di prigionia nella zona Corticella di Bologna. ce ne parli?

Ho lavorato 11 anni nel parco delle Caserme Rosse coordinavo un centro socio riabilitativo per disabili gravi e frequentando il parco tutti i giorni era giocoforza arrivare a conoscere la sua storia, poi due anni fa sono andato a Cracovia per visitare Auschwitz e ho deciso che dovevo inserire almeno un paio di paginette in un romanzo dedicate a quel luogo e il romanzo è nato intorno a quel desiderio. Poi il romanzo rimane puro intrattenimento senza pretese sociologiche e storiche, ma nasce da un' esperienza emotiva forte.

7- Il romanzo è poi ambientato ai giorni nostri, cosa succede?

E' un “cold case” un'indagine per scoprire che fine ha fatto un giovane (Andrea Fanti) scomparso a 17 anni dopo essere entrato nel campo di smistamento di Caserme Rosse durante la guerra. È il terzo romanzo dedicato alle indagini di Galeazzo Trebbi ex sovrintendente della polizia di Stato, investigatore privato, è un personaggio che ha convinto l'editore che mi chiede una nuova avventura con cadenza annuale, è un seriale e sto scrivendo adesso il sesto. Trebbi è un prototipo di investigatore con alcune caratteristiche comuni ai personaggi del suo genere , ma anche con alcune note originali che nascono dal mio approccio al nero metropolitano.

8- Oltre ai temi del poliziesco e del romanzo storico, hai voluto introdurre anche qualche altro tema? C' è qualcos' altro nel tuo ultimo lavoro??

L'ho fatto inconsapevolmente all'inizio, ma il tema che ho affrontato in questo terzo romanzo è quello della diversità, intesa non tanto e non solo di diversità sessuale, ma politica, religiosa, razziale, caratteriale.

Trebbi è un diverso, nel senso che nato a Bologna ha vissuto le contraddizioni del suo essere atipico, non a caso è stato un poliziotto e già il suo essere un ex sovrintendente di Polizia emiliano lo colloca in una situazione sociale diversa e così tutti i personaggi che compongono questa vicenda sono a loro modo dei diversi, fuori moda, fuori contesto, borderline. Forse è questa la vera novità dell'ultimo romanzo.
 
9- Tutti i tuoi romanzi sono ambientati a Bologna e dintorni, perchè?

Ambiento le mie storie fra Bologna e Ferrara, fra Bologna e l'appennino perché sono luoghi che conosco e che amo, farei fatica a scrivere di storie in luoghi sconosciuti come faceva Salgari, non ho quel tipo di immaginazione.


10- Quando scrivi i personaggi dei tuoi libri da dove nascono? Colleghi, te stesso o  dal di fuori dell' ambiente lavorativo?

I miei personaggi nascono dal mio vissuto, da coloro che incontro nel quotidiano, da ciò che ho letto nella mia vita, dal cinema, da pulsioni interiori e dal mio desiderio di esplorare il comportamento umano.


11- Qual' è secondo te il tuo personaggio meglio riuscito?

Trebbi sta diventando il mio preferito, ci sto lavorando con passione perché è quello che mi sta dando le maggioro soddisfazioni.


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2- Che libro consiglieresti a chi si volesse avvicinare alla tua bibliografia? 

Inizierei da Il Silenzio Della Bassa (ed. Frilli 2014), il primo della trilogia Trebbi, forse perché la mia scrittura da Frilli in poi comincia a essere più matura, anche se in formazione, che considero permanente, demenza senile permettendo.
 
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3- Come già detto questo è il terzo romanzo dove appare l' investigatore privato Trebbi. Ci sarà un seguito???? Stai già lavorando a qualcosa?

In primavera 2017 pubblicherò un romanzo con Minerva, la più grande realtà editoriale della regione, è un romanzo al quale sono molto legato affettivamente ma per ora non voglio svelare nulla. In autunno 2017 dovrei tornare in libreria con il quarto romanzo dedicato a Trebbi.


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4- siamo in un' epoca dove è forte e radicato l' utilizzo dei social network, che rapporto hai con loro?

Non amo i social network, facebook soprattutto non mi piace, ma sono indispensabili per diffondere il mio lavoro di scrittore, quindi mi adeguo, ma non chatto, non mi interessa perderci tempo, se non per consultazione e promozione, lo dico con franchezza, però la rete ormai è indispensabile per la promozione e la vendita di romanzi.


15- Hai anche un sito internet: www.massimofagnoni.com  lo curi tu?

Lo curo io con grande fatica perché mi porta via tempo, tempo che rubo allo scrivere, però stesso discorso di prima, noi piccoli scrittori o ci promuoviamo da soli o rischiamo di scomparire nell'oblio.


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6- Nel tempo libero, leggi? Ascolti musica? Se si, in che modo influiscono nel tuo lavoro di scrittore?

Leggere è indispensabile per potere scrivere ora sto leggendo Sostiene Pereira ( scritto da Antonio Tabucchi), leggo anche neri soprattutto stranieri e li alterno a neri italiani, leggo di tutto, anche fumetti.

La musica è indispensabile ascolto musica quando scrivo soprattutto rilassante per non contaminare troppo il momento in cui scrivo, ascolto musica continuamente, di tutto, dai Cold Play a Fossati. La musica entra nei miei scritti, la cito, la evoco, la uso come colonna sonora immaginaria.

17- conosci qualche altro scrittore? Se si, che rapporto avete?

Conosco molti scrittori, i rapporti sono diversificati, alcuni sono amici, altri sono troppo famosi per esserlo, gli scrittori in linea di massima non si amano fra di loro, specialmente quando giocano nello stesso terreno, potenzialmente concorrenti.

18- Considerando il tuo mestiere, sei spesso in giro per le vie e strade di Bologna, cosa vedi? Parlaci della TUA Bologna, del rapporto che hai con la tua città.

Sono un agente della Municipale, meglio specificare, visto che l'opinione pubblica ancora ci vede diversamente dai poliziotti statali. Bologna è una città ricca del centro nord del paese, vive le stesse contraddizioni di  città analoghe, difficoltà di integrare le nuove masse di migranti, difficoltà a fronteggiare il degrado dilagante, difficoltà economiche crescenti, nuove marginalità. Bologna è ancora una città vivibile, basta stare un poco attenti come cantava Dalla.

19- Cosa vedi nel futuro di Bologna? Sei ottimista o pessimista?

Non vedo un futuro sereno per l'intera Europa, senza regole chiare di integrazione e accoglienza vedo solo un crescente scontro di civiltà e noi come paese affacciato sul Mediterraneo saremo sempre quelli più esposti, specialmente senza l'appoggio del resto del vecchio continente  

20- hai mai pensato di mettere su film o di fare una serie televisiva tratta dai tuoi romanzi?

I miei romanzi sono pensati sempre come immagini in movimento, la mia storia viene dal cinema d'azione, molto cinema e molta azione, sto cercando di arrivare alla prima sceneggiatura con Bologna Non CP (ed. Frilli 2015), ci sta lavorando un giovane sceneggiatore, vedremo se alla fine troveremo qualcuno interessato a produrne un film.

21- negli ultimi anni si sono moltiplicate le serie televisive di genere poliziesco. Ci spieghi il perchè, secondo te, di questa tendenza?

Intrattengono, distraggono, il poliziesco per quanto violento astrae dal quotidiano che è anche più violento ma ha la concretezza brutale della realtà, meglio distrarsi con una ricostruzione della violenza, è un buon metodo per esorcizzarla.  

22- hai qualche progetto futuro, a breve o a lungo termine? Professionale oppure no...
Vorrei andare in pensione per potere dedicarmi alla scrittura al tempo pieno, a mia moglie, alla palestra e all'xbox one, non ho progetti se non continuare a scrivere e vedere magari realizzato prima o poi una fiction o un film con uno dei miei romanzi.

 

 

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