CILE - BOLIVIA 2008


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REDISCOVERING THE AMERICAS: DA SANTIAGO(Cile) a POTOSI’ (Bolivia)
In sintesi il viaggio e’ talmente ricco di spunti e di sensazioni che ne rendono difficile in poche righe la descrizione. 


Da Santiago, dopo una visita alla MINIERA DI SEWELL dove in una dei 2500 km di gallerie abbiamo visto cristalli di Gesso lunghi 80 metri, abbiamo iniziato la risalita verso Nord sulla Panamericana. Effettuando deviazioni sull’oceano Pacifico come ad esempio quella della Riserva del Granito Orbicolare, raro esempio di cristallizzazione di tale roccia, si è arrivati a La Serena. Il 21 Ottobre a Taltal si sale verso l’interno. Passiamo dal Cerro Paranal, gia’ in pieno Deserto di Atacama. A 2500 m vi e’ uno dei maggiori osservatori astronomici del mondo: il Paranal. Poco prima, un incontro inatteso con il Parroco del villaggio Inkahuasi, Padre Picetti di Brignano d’Adda che vive qui da 55 anni.. Alla sera siamo parcheggiati sotto alla Mano del Desierto, un monumento del 1994 che sembra uscire dal terreno. Il Deserto di Atacama e’ proprio grande con zone salate e villaggi minerari “fantasma” con relativi cimiteri del 1910 con tombe aperte e cadaveri mummificati dal clima. Arriviamo a Calama (m 2250) e da qui passando per l’antico pueblo di Chiu Chiu dalla bella chiesa coloniale, cominciamo la pista che sale verso San Pedro de Atacama. I camper sbuffano fumo nero e arrancano mentre attraversano paesaggi d’alta quota con lama e vulcani! Verso sera siamo nella zona geotermica di El Tatio a 4390 m. Qualche accenno a “mal de altura”. Rapide foto alla zona delle fumarole e anche, se ormai e’ buio, decidiamo di scendere a San Pedro. Per fare 90 km. ci mettiamo oltre 3 ore su una pista dove spesso la prima e’ appena sufficiente a rallentare la discesa!.Da San Pedro de Atacama, il 25 ottobre partiamo per andare a visitare la Riserva Faunistica dei Fenicotteri in mezzo al Salar. Il posto è splendido e al tramonto fotografiamo questi eleganti uccelli presenti in tre specie (su 5) e dormiamo vicino al Centro Visita. Una notte indimenticabile sotto le costellazioni australi e le Nubi di Magellano…

Il giorno dopo si riparte da San Pedro per la “Valle della Luna”. Mai termine fu così appropriato: un paesaggio di monti stratificati di sale sollevatesi 10.000 anni fa’. Entriamo anche in una lunga grotta che ricorda le nostre dei Gessi emiliano-romagnoli (Onferno,Rio Basino ecc.). Il paesaggio e’ sempre vario e affascinante: da “Mundo Perdido”. Da san Pedro, previa prenotazione, in bus torniamo a Calama per visitare la miniera di Rame di Chuquicamata, la maggiore del mondo a cielo aperto: una voragine profonda 1000 metri e larga alcuni km con camion su ruote alte oltre 4 metri!

Il 29 ottobre con una Toyota, per risparmiare i mezzi, entriamo in Sud Bolivia per visitare le lagune della zona a quasi 5000 metri (Laguna Verde, Blanca, Colorada). El Sol de la Magnana e’ un mondo infernale con bocche che eruttano fanghi ad alte temperature con fumi acidi e solforosi.

Finalmente lasciamo San Pedro e ripassiamo per Calama e dopo vari km, fatti seguendo delle errate indicazioni della carta Freytag-Berndt, ripassiamo da Chiu Chiu e imbocchiamo la pista per Ollague sul confine della Bolivia. Fondo non dei migliori, ma paesaggi mozzafiato con vulcani fumanti e Salar (S. de Ascotan) pieni di fascino. Da Ollague (3750 m.) dove di notte si va sottozero si riparte con poche formalita’ frontaliere e siamo in Bolivia. Ancora centinaia di km di pista con tole ondul ee e punte sui 4300 m per scendere poi sui 3000. Stanchi, ma soddisfatti arriviamo ad Uyuni tra le persone dai classici costumi andini: donne in bombetta e gonne multiple ecc. Il primo novembre ci fiondiamo dentro al Salar de Uyuni, con il fondo perfetto (finalmente!) e dal bianco accecante. 
Arriviamo dopo decine di km ad un’”isola” in cui esistono grotte e cactus. Una di queste cavita’ e’ caratterizzata da formazioni saline stalattitiche che assomigliano a tele di ragno. Da lì si punta verso l’Isla do Pescado dove arriviamo, dopo un’ottantina di km, al tramonto. Difficile è descrivere questo luogo conosciuto già dagli Inca con i suoi cactus e con rocce di origine algale (stromatoliti). Notte fredda e ventosa, ma all’alzata del sole il mondo si rianima nei colori che da rossastri diventano poi bianchissimi. Da Uyuni si parte con un bel pieno per Challapata. La pista ha un fondo orrendo con tole e fesh fesh. Alla sera siamo a 3800 m. dopo 230 km “de camino malo” parcheggiati vicino ad un recinto di Lama che ci guardano curiosi. Il 3 novembre finalmente incontriamo l’asfalto che ci porteraà a Potosì, ma non subito perché la pista ha lasciato i segni: rottura delle pale della ventola di raffreddamento dell’Alfa Romeo e rottura cuscinetto alla ruota destra posteriore del Saviem. Si torna a Challapata dove troviamo una ventola ed un meccanico che la sostituisce e il cuscinetto per Dario. A Potosì finalmente arriviamo il 5 novembre, dopo oltre 130 km di salite a 4000 m.e discese a 3400, con almeno 5 passi da scavalcare.

Ora siamo a Potosì, la citta’ piu’ alta del mondo ad oltre 4500 m, dominata dal Cerro Rico da cui per secoli si e’ estratto Argento, Oro e Stagno, ma questa e’ un'altra storia.

GIUSEPPE RIVALTA e DARIO BRIGNOLE


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