AUSTRALIA


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dicembre 2003 - gennaio 2004
2 note di commento
I prezzi riportati sono da intendersi a testa, dove non specificato. Il valore del $ Aus. è pari a 1,64 euro, oppure per chi fosse ancora legato alle lire, per un $ servono 1185 lire. Il viaggio è stato compiuto tra dicembre e gennaio, quindi nell'estate australe, nei luoghi più adatti a questa stagione e lontano dalle mete più turistiche. E' anche un viaggio per incontrare amici che per diversi motivi si trovavano al momento in Australia. Per viaggiare nel WA è importante avere scorte d'acqua e a volte di benzina.Non viaggiate di notte, la strada è uno zoo e travolgere un canguro o una mucca può essere un grosso problema. Se volete, affittate un mezzo 4 ruote motrici, ma sappiate che bisogna saperlo guidare molto bene, altrimenti è probabile che finiate in pericoli più grossi che se non aveste avuto un mezzo del genere.
 
1° giorno
Ritrovo con Alby ed Elena all'aereoporto di Bologna in mattinata e arrivo a Roma, dove dopo un velocissimo cambio ( ci accorgeremo poi troppo veloce ) arriviamo a Kuala Lumpur. Il servizio della Malaysian Airlines è fantastico, moderni 777 con schermo personale e giochi, cibi ottimi ed abbondanti e possibilità di bere quanto si vuole e quello che si vuole.Alla fine della giornata arriviamo nella capitale malese, dopo 13 ore di volo ed in attesa di altre per la meta finale.
2° giorno
Da Kuala Lumpur a Perth sono 5 ore di volo, e per il gioco del fuso orario alle 15 siamo nella capitale del Western Australia. Purtroppo non siamo seguiti dagli zaini, che a causa di una congestione a Fiumicino arriveranno probabilmente domani. Comunque il personale del lost & found di Perth è molto cordiale e ci fornisce il kit di prima assistenza per affrontare la prima nottata. Fortunatamente è arrivato però a prenderci Manu, un amico italiano che vive a Perth da 4 anni, sposato con una ragazza di Albany. Ci preleva e ci porta immediatamente in giro, facendoci vedere la città dall'alto delle colline fino ad un lago artificiale che funge da riserva dell'acqua per alimentare le scorte idriche della città. Da lì veniamo portati nel centro di Perth, dove dall'alto dello splendido ed enorme Kings Park dominiamo la città. Un salto a Freementle, e poi verso casa a Sorrento, uno splendido sobborgo sul mare della vasta zona che costeggia Perth. Prima di rientrare alla base ci fermiamo al Seacrest fish bar, dove per 6,80$ è possibile prendersi un fantastico Barramundi & chips da gustarsi in tutta pace a casa di Manu. Nonostante non dormiamo da un po', la serata arriva lunga, sono anni che non ci si vede e di cose da raccontarci ne abbiamo troppe.
3° giorno
Sveglia di buon mattino ( qui usa così per sfruttare a pieno la giornata ) e dopo una robusta colazione Manu ci procura vestiti ed asciugami e ci porta subito a visitare l'acquario Aqwa di Sorrento (22$) dove possiamo fare conoscenza con tutti gli abitanti del mare del WA. C'è da preoccuparsi, comunque l'acquario è molto bello e sicuramente merita una sosta. Dopo, ovviamente spedizione nella acque dell'Oceano indiano che però per me ed Elena si rivelano un po' troppo freddine ed agitate. Ripresi dall'esperienza oceano, via verso Freemantle, la più viva cittadina della costa con mercati, pub ed una forte sensazione di Inghilterra con mare e sole. Al mercato trovate di tutto, soprattutto in termini di cibo, io riesco a farmi un sushi misto con 4$, ma ci accorgiamo che ogni cucina asiatica è qui rappresentata. Dopo una dovuta sosta ad uno dei pub più caratteristici dov'è anche possibile vedere il processo di realizzazione della birra della casa è già tempo di andare a sceglierci la carne per il tradizione BBQ della domenica sera. Il BBQ è qui una istituzione, va curato in ogni minimo dettaglio, e nessuna famiglia può rinunciarvi. A casa di Manu facciamo conoscenza con una coppia austo-svizzera con cui passeremo la serata finita a gare di bocce ed alcool.Fortunatamente prima del termine della serata ci arrivano i bagagli che hanno viaggiato via Bangkok per arrivare fino a qui.
4° giorno
Altra sveglia di buon mattino perchè Manu ci illustra percorsi e luoghi di interesse da Perth a Broome. La mattina passa così in chiacchere varie ed è già mezzogiorno quando andiamo al noleggio del minicamper che ha fermato per noi presso Britz. Per 9 giorni, tutto compreso ci costa in totale 1800$, spesa in parte gonfiata dal drop-off a causa del fatto che lo lascieremo nella sperduta Broome. Ma a conti fatti è più conveniente questa soluzione che una macchina, perchè ci consentirà di risparmiare sul dormire, sui pasti e soprattutto avremo a disposizione in qualsiasi momento una casa dotata di letto e frigo ! I saluti ed i ringraziamenti a Manu sono infiniti, poi partiamo verso nord con prima meta il Namburg N.P. all'interno del qualle si trova il Pinnacles Desert. Per entrare in questo parco si pagano 9$ ad auto, a prescindere dagli occupanti. Strane formazioni calcaree alte da 50 centimetri a 5 metri si ergono nel mezzo del deserto, tra dune che vanno dal giallo intenso al bianco, e con il colore del mare in lontananza creano un gioco di colori intensissimo. Uscendo dal parco in direzione di Cervantes si possono osservare alcuni stromatoliti, anche se le indicazioni per arrivarci non sono facilmente visibili.Per la notte ci fermiamo presso l'unico camping di Cervantes (7$) dove ci mangiamo il tradizionale fish&chips. Ci garantiscono che servono solo pesce pescato nelle acque antistanti il paese, e per 12$ ci ingozziamo all'incredibile. Oggi ci siamo fatti appena 285km, andando avanti bisogna iniziare a macinare più strada !
5° giorno
Colazione a bordo del camper, poi via in direzione di Port Denison e da qui prendiamo la strada per Kalbarri seguendo la costa. Non è la strada principale ma ci permette di passare a fianco della splendida Hutt Lagoon, un mare salato che si prospetta di colore rosa. Dopo pochi chilometri, il sale diventa acqua e la visione è pazzesca : un mare rosa, di un rosa intensissimo ed impossibile ci attornia e ci lascia increduli di tanto spettacolo. Arriviamo a Kalbarri lungo la costa sud, dov'è possibile vedere la costa a strapiombo sul mare, con alcuni immensi scogli che hanno all'interno archi e grotte notevoli. Kalbarri è un piccolo e verdissimo paesino, dov'è possibile anche fare il bagno alla foce del fiume che lo attraversa. Troviamo posto in uno dei tanti camping per 7,5$ e ceniamo con carne al BBQ per soli 3,5$ ( compreso la spesa per la colazione ). Qui la carne costa meno che in Italia e se la comprate qualche giorno prima della scadenza ve la vendono con forti sconti. Oggi 400km.
6° giorno
Entriamo molto presto all'interno del Kalbarri N.P. tanto che l'ufficio è ancora chiuso e lasciamo i 9$ in una busta dentro la cassetta delle lettere. La strada per arrivare alle zone più interessanti è sterrata e se pur percorribile con qualsiasi mezzo, il camper è il meno indicato. Andiamo a vedere le 2 gole più impressionanti, The Loop e Z-bend, ma con la scarsità d'acqua non danno una visione troppo spettacolare. Ulteriore sosta presso Hawk's Head e Ross Graham, punti raggiungibile su strada asfaltata.Sebbene sia ancora metà mattina il caldo inizia a farsi sentire, i 40° sono normali, e così ci mettiamo in strada verso nord fermandoci per far benzina e a mangiare al Billabong Roadhouse, dove la temperatura nel primo pomeriggio dice 49°. Se tira vento è anche peggio, sembra che un fuoco ti avvolga.Presa la strada per Monkey Mia, dopo pochi chilometri una deviazione in direzione di Hamelin Pool porta a vedere una grossa colonia di stromatoliti, antichissimi microbi che ricoprono rocce e che emettono ossigeno. La strada per Monkey Mia passa per Dehnan, dove un forte vento spazza il caldo impressionante. Per entrare al parco di Monkey Mia si pagano 6$, e ci si trova in un posto dove poter scegliere tra stare in camping, backpakers, hotel e resort. Noi ovviamente andiamo di camping, 10$, ma possiamo accedere ad una splendida cucina del backpackers e con soli 1,75$ ci facciamo un'enorme pastasciutta con contorno di tonno thailandese. Oggi 500km.
7° giorno
Sveglia prima delle 7, bisogna avvistare i delfini! Già, questo è il luogo in cui vengono ogni mattina a mettersi in mosta, ma prima dell'esibizione qualche volta se ne stanno comodi tra i bagnanti. Oggi non è così, arrivano verso le 9 in 4, ma poi se ne stanno a lungo a giocare fino a quando non gli viene dato da mangiare, poi se ne vanno in giro lungo la costa. Approffittiamo della clamorosa spiaggia che da su di un mare che pare finto per riposarci cercando nelle basse acque trasparenti le razze che vengono a fare un piccolo giro, quando all'improvviso veniamo travolti da un pellicano ed un delfino che si contendono un pesce di passaggio. Pare incredibile ma è cosi, forse sono talmente abituati all'uomo che non ci fanno caso più di tanto e gli sembra normale stare in mezzo a loro. Quando il caldo si fa troppo pesante risaliamo dall'acqua e partiamo di nuovo verso nord. Sosta per benzina e stuzzichino a Overland Roadhouse ( 43° ) e poi via verso Carnarvon dove ci fermiamo all'omonimo caravan park, economico ( 7$ ) ma popolato da ogni sorta di animale.Qui non serve la chiave per entrare nei bagni, i grandi viaggiatori capiscono cosa significhi questo.E' tutto chiuso in città, non ci ricordavamo che fosse Natale, passarlo in acqua in mezzo ai delfini non è proprio quello che faccio di solito in questo periodo, quindi l'unica soluzione è un fish&chips presso il distributore della Caltex che si trova all'incrocio tra la National 1 e la strada che entra in città.Per 12$ mangiamo anche bene, dopo gli ormai soliti 400km. Da notare che la strada inizia ad essere attorniata da numerevoli cadaveri di canguri, che vengono travolti dagli enormi road train, i camion a 3 rimorchi.
8° giorno
Lasciamo Carnarvon ed arriviamo a Minilya, una roadhouse dove c'è stato consigliato di fare benzina ed acquisti perchè a Coral bay tutto costa di più. Poco dopo la National 1 prende verso nord-est, mentre noi ci dirigiamo a nord-ovest attraversando anche il Tropico del Capricorno. Ci arriviamo poco prima di mezzogiorno, ed è forte notare che in pratica la nostra ombra non esiste, il sole è perfettamente perpendicolare alla terra. Da lì a Coral bay, manca poco, e la porta di accesso al Ningaloo Marin N.P. ci accoglie con le sue pochissime strutture. Pensavamo che questa sarebbe stata una meta importante, invece il paese è composto, fortunatamente, solo da un backpackers, un hotel, un campeggio un centro con alcuni negozi e 2 roulotte dov'è possibile prenotare le escursione marine e sulle dune. Il camping costa più che altrove, 12$ ma da direttamente sul mare e le piazzole sono equipaggiate di luce ed acqua, oltre al fatto di trovarsi tutte tra alti alberi. Andiamo subito a prenotare le escursione per il giorno dopo, e poi immediatamente in spiaggia. L'acqua pare non esserci dal tanto che è trasparente, e dopo una rinfrescata rigenerante ci spingiamo in un lungo giro sulla costa, dove osserviamo preoccupati che molte piccole baie sono stipate di squali non più lunghi di un metro, e le meduse spiaggiate sono numerosissime, anche se di colori veramente belli. Dopo un certo numero di chilometri raggiungiamo una stazione radio tra le dune, ed al largo si scorge una enorme pinna di squalo, ben poco rassicurante. Rientriamo alla nostra tranquilla baia per riprendere confidenza con acque amiche, prima di lanciarci con un BBQ al campeggio, a base di filetto pagato pochissimo. Oggi 200km
9° giorno
Ci attende un giro all'interno del Nangaloo N.P., prima a nuotare con le mante, poi avvistamento delle enormi tartarughe marine, pesci di ogni tipo e colori e poi la barriera corallina. L'esperienza con le mante avviene mentre un piccolo aereoplano controlla che non ci siano squali nel giro di 200 metri, altrimenti lancia un allarme e richiama tutti in barca. L'esperienza è fantastica, ma l'oceano è duro e io mi devo ritirare in tutta fretta. Dopo aver osservato le tartarughe, veniamo lanciati in mezzo a coloratissimi ed enormi pesci, vicino ai quali nuotano piccoli squali che vengono definiti dal gruppo della barca "friendly" quindi nessun problema. Peccato che i simpatici pesci colorati siano molto grandi e viaggiando in gruppo non rispettino molto le traiettorie umane, e vengono a sbattere con troppa esuberanza. Rientrati da quest'esperienza pochi minuti ed già tempo del giro sulle dune con i quad, le moto 4 ruote motrici. Alby cede e salta questo giro, che si rivelerà esaltante. I mezzi a nostra disposizione sono col cambio ma senza frizione quindi semplici da usare, e poi l'organizzatore ci fa prima prendere confidenza senza forzare l'andatura e ci conduce tranquillamente presso una splendida insenatura dov'è possibile fare snorkeling, ma sempre dentro ad una zona delimitata da grandi scogli, che fuori potrebbe essere pericoloso. In effetti una settimana prima da queste parti una ragazza poco premurosa è stata attaccata da uno squalo e le è stato asportato un braccio. Il ritorno avviene a tutta velocità sulla spiaggia (totalmente vuota da gente) e poi tra altissime dune e montagne che si ergono al di sopra della costa, per arrivare ad osservare il tramonto gustando nachos e sorseggiando te verde. Stanchi e felici torniamo alla base attraversando l'aereoporto in terra battuta di Coral bay che verso sera diventa un parcheggio per canguri. Per cena una quantità industriale di pasta, per ritemprarci dell'intensa giornata. Le 2 spedizioni ci sono costate 157$, ma ne è valsa la pena alla grande. Strano ma vero oggi 0km, il camper è rimasto fermo in campeggio.
10° giorno  
Purtroppo dobbiamo lasciare Coral bay, dopo aver fatto benzina ad un prezzo decisamente salato, 1,229$ al litro ( in confronto ai 0,859 di Perth !! ), perchè la prima area di sosta dista sui 250 km. E' possibile ritornare sulla National 1 senza dover rientrale a Minilya, si prende per Exmouth e poi c'è una deviazione che porta verso Nanutarra. Qui sosta obbligata e ci accorgiamo che la benzina è ancora più costosa, 1,249$ ma tanto non c'è alternativa. Proseguiamo in direzione di Karratha, e il deserto ci avvolge. L'unica compagnia è quella delle carcasse dei canguri, o a volte anche quella di mucche ma di giorno non c'è pericolo di travolgere animali simili. Decidiamo di affrontare gli ulteriori 200km per arrivare a Port Headland, un luogo industriale e sulla carta ben poco interessante, ma ci serve come base di appoggio per la serata. Troviamo posto al Cooke point C.P.per 9$ dopo appena 760km. Il campeggio è enorme e sembra più una piccola città per i lavoratori del posto che un caravan park come tutti gli altri. Port Headland è conosciuta come città da cui partono in direzione Asia il sale e le barrette di ferro che vengono lavorate nell'enorme stabilimento della HBI, un qualcosa di impressionante ma anche molto interessante. Dopo tanti luoghi turistici ci immergiamo nell'Australia dura e pura, quella che lavora e produce e permette il benessere della grandi città come Melbourne, Sydney e Perth. Per la cena ci limitiamo ad una mega insalata di tonno, carote e piselli visto che trovare qualcosa in questo posto sul tardi è impossibile.
11° giorno
Alla fine il luogo quasi ci affascina e ci fermiamo a dare un'occhiato al porto con il muoversi di enormi bastimenti che caricano il ferro a tutto spiano, ferro che arriva sulla costa dalle miniere a cielo aperto del Pilbarra, trasportato su linee ferroviarie private con treni lunghi anche più di 2,5km. Ci fermiamo anche ad osservare le infinite saline che regalano altro benessere alla zona. Un'interessantissima escursione in un'Australia diversa, da fare assolutamente prima di prendere la strada che dopo 600km vi porterà a Broome. Qui c'è solo deserto rosso, tanto che la strada se pur asfaltata è coperta da sabbia rossa, gli uccelli che volano sono rossi come tutte le carcasse degli animali incontrati. Di macchine incrociate pochine, a volte occorre aspettare anche 40 km per vederne una, e tra una e l'altra difficilmente passano meno di 10km in ogni caso. E' il fascino estremo del deserto, da affrontare con svariate scorte d'acqua, prendetevi taniche d'acqua perchè se solo vi fermate per una foto la sete urla fortissima. Noi siamo ben contenti di avere il camper dotato di frigo, abbiamo sempre una cospicua scorta di acqua fredda (beh, Alby di birra of couse ), e la cosa è consolante. Durante questi 600km si incontrano solo 3 aree di servizio ed un campeggio nel mezzo della 80 mile beach, una bianchissima ed infinita spiaggia coperta da incredibili conchiglie dove nessuno verrà a darvi fastidio. Anzi se incrociate qualcuno ci sarà da far festa. Ci fermiamo alla Sandfire Roadhouse, dove notiamo che non piove da mesi e non nevica dall'ultima era geologica ! Arriviamo a Broome nel pomeriggio e ci sistemiamo nel Cable Beach C.P. proprio nei paraggi della famosa spiaggia, dove andiamo a goderci il tramonto mentre i famosi cammelli rientrano alla base dopo la solita passeggiata sulla battigia. Il camping pare più una specie di zoo che altro, ci sono svariati animali ed i canguri girano liberi tra i foltissimi alberi del luogo. Il clima è cambiato, non è più desertico ma tropicale, fa meno caldo ma l'umidà inizia a farsi sentire. Per cena la solita mega pastasciutta,mentre ci prepariamo a salutare il nostro camper dopo circa 3200km.
12° giorno
La mattina la passiamo ovviamente nella tanto famosa quanto splendida Cable Beach, dove potete anche affittare ombrelloni (6$), sdrai e tavole da surf o body surf, poi rientriamo per consegnare il camper dopo aver trovato alloggio al Kimberly club backpackers per 21$. Affittiamo anche la bici che ci costa per un giorno 15$, e che ci permette di girare al meglio la città in lungo e largo. Broome è sempre stata famosa sia per la sua posizione di oasi nel deserto che per la pesca delle perle. E' qui che venivano i cercatori giapponesi e cinesi, e molti si trovano seppelliti nei loro cimiteri, morti all'inseguimento di questo oro bianco non solo annegati, ma spesso vittime di squali e coccodrilli. Questi ultimi iniziano da qui a presentarsi in mare, e fino oltre Darwin minacciano i natanti con la loro poco rassicurante presenza. Il centro di Broome gravita attorno a Chinatown, nome improprio perchè la città fu dei giapponesi, e anche adesso erroneo perchè a parte qualche ristorante cinese non c'è altra presenza di quel tipo di cultura. Attualmente Broome è oggetto di rilancio turistico, finita l'epopea delle perle che potete però ammirare nei negozi ed in un museo, molti ricchi australiani l'hanno scelta come luogo ideale per le proprie vacanze, e le case hanno raggiunto prezzi astronomici, più care che a Perth o Melbourne. Una visita ne vale comunque la pena, il mare è un brodo e non è troppo agitato e pericoloso, il clima non è mai freddo, e da qui potete andare ad esplorare il Kimberly, forse uno dei luoghi ancora meno aperti al turismo di massa dell'intera Australia. Certo si trova lontana da tutto, ma con l'aereoporto internazionale è raggiungibile da molte città. Per la sera, dopo tante cene fatte da noi decidiamo di trattarci bene e ci lanciamo da Blooms, dove uno splendido filetto di barramundi con contorno, dolce e caffè mi costa 31$. Si mangia sia all'aperto lungo la via principale della città che all'interno, il locale è bello anche se i prezzi non sono popolari. La festa del paese è in piazza, c'è un ritrovo di aborigeni locali, ma tutto è a noi incomprensibile, e poi non notiamo una grossa integrazione tra loro e i conquistatori australiani, visto che nessuno si trova in piazza con loro. Prendiamo la via del dormire, dove comunque c'è modo di incontrare gente e capire come muoversi e dove andare per chi ha ancora tempo da dedicare al WA.
13° giorno
Facciamo un giro della città per cercare qualche souvenirs del WA, questa è l'ultima giornata in questo stato che ci ha esaltato tutti e 3. Dal backpackers ci portano all'aereoporto dove abbiamo un volo per Perth e poi subito dopo per Adelaide. Scopriamo però che il secondo è stato annullato e che dovremo prenderlo la mattina seguente. Così arrivati a Perth la Qantas per rimediare all'inconveniente ci paga la notte in hotel, la cena, la colazione ed i trasferimenti. Mangiamo a gratis a più non posso, ci ricordiamo inoltre che questo sarebbe il cenone di fine anno, quindi tanto meglio. Peccato solo che l'hotel sia fuori città e che non ci siano mezzi di collegamento col centro, e che quindi siamo costretti a rimanere lì. Giornata comunque all'insegna del risparmio.
14° giorno
Questa volta il volo c'è e ci danno subito da mangiare, che dopo la super colazione è perfino superfluo. Il volo, come quello del giorno precedente dura 2,45h, ma a causa delle 2,30 ore di fuso ci fa arrivare ad Adelaide alle 15. Cerchiamo subito un'auto a nolo, ed il prezzo migliore lo spuntiamo dalla Tirfthy ( 486$ per 5 giorni, compreso drop-off ) per una infinita Mitsubishi Magna 3.5. Partenza immediata per Cape Jarvis, da dove partono i traghetti per Kangaroo Island. Arriviamo verso sera,ma impariamo che i traghetti sono tutti pieni, e che anche per domani sarà dura. Rimaniamo nel paese dove a fatica troviamo una camera all' Islandview B&B per 33$, ma non c'è nulla per poter mangiare! Ci dividiamo in 3 2 cioccolate ed un pezzo di formaggio che Elena aveva provvidenzialmente prelevato dall'aereo. Verranno tempi migliori, e poi dopo le abbuffate by Qantas non è nemmeno un grosso problema.Oggi in macchina 110km.
15° giorno
Colazione al B&B, e poi andiamo ad aspettare il traghetto tra quelli in stand by. Fortunatamente c'è un posto in quello delle 9, altrimenti avremmo dovuto attendere le 16, così avremmo praticamente perso un'altra giornata. Andata e ritorno compresa di auto ci costa 110$, che per 45 minuti è un furto, ma esiste solo una compagnia, la Sealink e ha pochi ferry, quindi per i prezzi non c'è nulla da fare. L'isola pare affollatissima, e ci viene detto che non troveremo posto per dormire, quindi chiediamo al campeggio di Penneshaw se c'è la possibilità di dormire in macchina ed una signora italo-australiana ci dice di tornare verso sera che forse ci trova una sistemazione. Iniziamo ad esplorare l'isola, partendo da Prospection Hill che regala una visone totale del luogo, per spingerci poi a Seal bay, dov'è possibile andare a vedere i leoni di mare (12,5$). Dopo andiamo verso l'interno alla Honey farm, dove dicono che il loro miele viene prodotto solo da api autoctone. Torniamo veso Penneshaw per andare a Cape Willoughby, lungo una splendida strada che arriva all'omonimo faro. Ovviamente quando arriviamo, verso le 17,30 è già chiuso. Qui dopo le 16,45 tutto chiude e nessuno ha la folle idea di rimanere al lavoro. Rientriamo al camping dove ci hanno trovato una unit per 38$. Ci facciamo pizza+ fish&chips per 9$, prima di andare all'escursione dei pinguini (6,5). Purtroppo oggi i pinguini non rientrano dal mare, quindi riusciamo a vedere solo i piccoli che vivono sulla terraferma, una piccola delusione. Oggi 160km.
16° giorno
Partiamo da Pennashaw e lungo strade non asfaltate arriviamo ad un luogo in cui vivono i koala. In effetti è pieno di questi simpatici animali, anzi uno decide di scendere da un albero e per salire su di un altro ci passa incuriosito a meno di un metro. Da qui entriamo al Flinders Chase N.P. (7$) in direzione di Remarkable Rocks. La strada che ci porta è favolosa, all'interno di una fitta boscaglia a strapiombo sull'oceano ed il contrasto blu-verde è terribile. Da qui torniamo verso Admirals Arch a Cape de Couedic, dove stazionano le foche della Nuova Zelanda mentre migrano per tornare alla terra natia. Fanno un gran rumore ed una gran puzza, ma il luogo è altrettanto bello che quello precedente. A questo punto andiamo all'interno verso Platipus Waterholes, nella speranza di vedere gli ornitorinchi. L'orario non è dei più indicati, mezzo pomeriggio, ed in effetti non se ne vede nessuno, anche se il giro all'interno di una fittissima palude è comunque bello. Rientrando verso Penneshaw andiamo anche verso la costa nord, lungo fantastiche strade sterrate che mi esaltano nella guida rallistica.Arriviamo con un po' di anticipo giusto per prenderci una pizza (8$), visto che dopo il traghetto ci aspetta Caper Jervis dove non è possibile mangiare dopo le 17.Oggi 360km
17° giorno
Giornata di trasferimento, tanto il tempo è orrendo, la prima brutta giornata da quando siamo partiti. Lungo la strada ci fermiamo a Kingston Se, dove c'è una riproduzione gigantesca d'una aragosta, e nella Roadhouse di fronte ci imbattiamo in una comitiva di Harleysty in viaggio. Dopo quasi 8 ore di strada arriviamo a Peterborough, dove troviamo una camera nell'omonimo motel per 36$. Ci soprende che sia tutto esaurito ovunque, ma ormai siamo vicino a Melbourne e questi sono i luoghi prescelti per le gite del periodo estivo della popolazione locale. Il tempo è migliorato e così lungo la Great Ocean Road riusciamo a vedere una buona parte delle attrazioni locali, fra cui gli immensi faraglioni dei 12 apostoli, il London Bridge e the Grotto nella splendida luce del tramonto. Esperienza ottima, solo che qui c'è un sacco di gente e di macchine e noi dopo il WA non siamo più abituati. Ci pare di essere una enorme comunità in esposizione, mentre prima eravamo noi stessi lo scenario che potevamo ammirare e dentro al quale ci immergevamo. Il motel costa salato, ma almeno ha la cucina cosi rimediamo una cena nutriente ma tristissima a base di tonno thailandese, carote al miele e chicche simili. Dopo 820 km è ora di andare a letto.
18° giorno
Ci rifaciamo una buona parte dei faraglioni visti il giorno prima, ma questa volta alla luce del mattina, ma in più andiamo anche al Loch and Gorge, a mio avviso il più bello e vario di tutti. Qui è poi possibile come nel Gibson Steps scendere fino al mare e vederseli da una prospettiva differente.Continuiamo verso Melbourne sempre lungo la Great Ocean Road. Facciamo sosta ad Apollo Bay, bel posto ed animatissimo. Mangiamo al Nautigals Internet cafè, specializzato in ogni sorta di piatto asiatico. Ogni portata è una delizia, anche se l'indiano di Alby è talmente piccante che si fa fatica a finirlo. Il tutto costa 13$, ma sia per il cibo che per il clima del luogo una sosta è consigliata. La strada per Melbourne è trafficatissima, e ci vuole un po' per arrivare all'aereoporto per consegnare l'auto. Poi come dal nulla compare a prenderci Arma, un amico che si trova in Australia da quasi un anno, con la sua splendida ed infinita Ford Falcon SW. Finalmente ci si rivede, è da 11 mesi che ci si sente solo via mail e rivederlo in forma e serenissimo fa piacere. E' accompagnato dalla fidanzata giapponese, Ryoko, ed ha già organizzato tutto per la spedizione in Tasmania. Ci porta immediatamente al backpakers Elephant (20$) di fronte alla Flinders Station e poi finiamo a mangiare alla Lebanese House, dove spendenso 16$ mangiamo molto bene ed anche tanto. Veniamo velocemente informati da Arma su come muoverci il giorno dopo per Melbourne, visto che noi andremo in aereo alle 20, mentre loro partono la mattina in nave con la macchina. Oggi 310km, gli ultimi alla guida, e dopo 18 giorni 5100 non sono poi nemmeno pochi. Ora il pilota sarà Arma, che si è girato tutta l'Australia alla guida della sua rossa astronave.
19° giorno
Iniziamo a girare la città, più precisamente il quadrilatero del centro, con piccola puntata a Southbank e alla Rod Laver Arena dove a breve inizieranno gli Oper d'Australia di tennis. Il cielo è coperto e la temperatura non permette di starsene comodamente in maglietta. Puntata d'obbligo al Queen Victoria Market dov'è possibile trovare di tutto a prezzi ottimi, dalla paccotiglia tipicamente per turisti tutto compreso ad opere d'arte aborigena a prezzi non da rapina. Finalmente ritrovo qualche bel negozio di dischi ( su tutti Missing Link e Gaslight ), e poi nel tardo pomeriggio andiamo in taxi all'aereoporto. Per noi è più conveniente, 40$ da dividere in 3, mentre lo skybus costa 16 a testa. Il volo con la Virgin ci porta in 1,10h a Launceston, Tasmania dove Arma e Ryoko ci passano a prelevare. Carichiamo l'auto come dei profughi, ma fortunatamente riusciamo a farci entrare tutto. A Launceston non c'è uno straccio di posto per dormire, entriamo quindi al Treasure Island C.P. e piantiamo la tenda dove dormiamo in 3, mentre in 2 stanno comodamente in auto, visto che Arma l'ha attrezzata come accogliente stanza. Entriamo abusivamente, ma per fortuna in Tasmania non c'è l'abitudine del continente dove per andare in bagno serve la chiave.
20° giorno
Sotto il diluvio smontiamo la tenda e scopriamo che una colazione costa quasi di più che una cena, e da Pantry ci lasciamo ben 9$. Andiamo in direzione est, e la prima sosta la facciamo per andare alle Columba falls, una bella cascata dopo 10 minuti di percorso tra felci alte oltre 3 metri. Rientrando sulla strada principale sosta alla fattoria Pyengana, specializzata in formaggi. Dopo svariati assaggi ci lanciamo in un 16 mesi invecchiato ,veramente squisito che mangiamo assieme alla marmellata di Arma, dando spettacolo perchè qui nessuno usa fare in questa maniera.Ci fermiamo a Scamander, dove fortunosamente troviamo una cabin al Blueseas per 30$, luogo gestito da un immigrato del Sud Africa. Il posto è molto bello, come la spiaggia dove andiamo immediatamente ma dove solo Arma e Ryoko riescono ad immergersi. Dopo, piscina ed idromassaggio che ci sono presso le cabin e sono ad uso gratutio. La cabin è una casa vera e proprio, quindi stendiamo ad asciugare la tende nel giardino e poi ci prepariamo la cena nella spaziosa cucina. Oggi 200km.
21° giorno
Da Scamander prendiamo per Coles Bay, porta d'ingresso per la Freycinet Penisula. Il posto dominato dalle montagne chiamate Hazard è favoloso ! Ci sono molti giri a piedi e noi decidiamo di fare quello di 5 ore che porta alla Wineglass bay. Per arrivare è come fare un giro per le dolomiti ed all'improvviso si apre una spiaggia bianchissima circondata dalla foresta con acqua verde che muta in blu intenso quando l'oceano diventa imperioso. Non so immaginare un angolo più bello. Come al solito Arma riesce a fare il bagno, ma il vento è fortissimo ed il tempo cambia nel giro di pochi secondi, passando dal sole al freddo al volo. Da qui il giro procede verso la spiaggia dall'altro versante della penisola, ma qui il mare non è affrontabile. Poi si rientra costeggiando le montagne, ed in effetti in 5 ore siamo alla base. Il problema diventa trovare un posto per dormire, qui tutto è esaurito, dopo vari tentativi e molte telefonate troviamo solo ad un backpackers a Bicheno per 18$, ma ci tocca tornare indietro di almeno 50 km. Come al solito cena fatta da noi, ma oggi la pasta è più modello per cani che per umani, comunque si mangia lo stesso. Oggi 150km.
22° giorno
Scendiamo verso sud costeggiando la Freycinet Penisula, e ci sono dei lookout fantastici, in più tagliando per Orford lungo la costa si passa all'interno della Wielangta forest dov'è possibile vedere ekidna e wombat in mezzo alla strada come da noi cani e gatti. Entrati nella Tasman Penisula andiamo a vedere la costa est dove ci sono il Tasman devil & kitchen e vari blowholes, spruzzi d'acqua dal fondo delle rocce causati dal moto dell'oceano. Arriviamo quindi a Port Arthur, la colonia penale della colonia penale ! Qui stavano i delinquenti che avevano commesso reati nelle altre colonie penali, in pratica il peggio del peggio. Era impossibile fuggire, questo luogo era collegato con la Tasmania da una piccola linea di terra larga 100metri in cui venivano messi a protezione cani e secondini armati, e le acque antistanti erano piene di squali, quindi chi ci stava non aveva via d'uscite. C'è da dire però che il luogo è splendido, quindi almeno si potevano ammirare scenari selvaggi meravigliosi ! Per entrare a visitare tutto il complesso si pagano 22$, mentre per il giro notturno alla ricerca dei fantasmi dei detenuti ne servono 14$. Noi troviamo da dormire presso la bunkhouse del Port Arthur C.P. per 15$ (si paga però la doccia, 1$ per 5 minuti). Questa sera BBQ con la solita carne in offerta, dopo 200km di strade solo in parte asfaltate.
23° giorno
Partiamo per Hobart, la capitale della Tasmania, che raggiungiamo dopo appena 90km. Ci sistemiamo al Frog backpackers per 21$, poi iniziamo a visitare la città. E' sabato quindi è tempo del Salamanca market, proprio a fianco del porto. Il luogo è animatissimo e pieno di cose, anche qui è possibile trovare da mangiare cibi asiatici per pochi soldi. Come in ogni luogo pieno di gente non mancano gli andini a suonare! Visitiamo le zone limitrofi al porto, dove c'è ancora qualche imbarcazione che ha partecipato alla famosa e temuta regata Sydney-Hobart, arrivata da pochi giorni. Questo è anche l'ultimo giorno per Alby ed Elena che domani rientreranno in Italia con un giro di ben 24 ore effettive di volo, via Hobart-Melbourne-Amsterdam-Bologna. Cena di saluto alla grande, presso il backpackers e poi a letto presto perchè la sveglia è per prima delle 5.
24° giorno
Saluto Alby ed Elena che mestamente vengono accompagnati da Arma all'aereoporto, mentre noi ci dirigiamo verso i parchi dell'interno. Prima sosta al Mt. Field N.P. a vedere le Russell Falls,le Byron Falls e le impressionanti foreste di eucalipti, alti fino a quasi 90 metri. L'aria che si respira all'interno del parco è talmente pura che da perfino fastidio a noi ormai abituati allo smog del mondo occidentale. Da questo parco andiamo ancora più a ovest all'interno del Franklin-Gordon N.P. protetto dall'Unesco perchè le condizioni climate sono ancora quelle di migliaia di anni fa. Prima però ci fermiamo in un luogo dov'è possibile vedere alcuni animali tipici di qui in un regime di semi libertà, eccenzione fatta per il diavolo della Tasmania alquanto pericoloso sebbene sia molto piccolo ma amante di carne cruda di quasiasi tipo. La famosa tigre della Tasmania non è invece possibile vederla : ufficilialmente il Thilacinus è estinto dal 1936 anche se qualcuno continua ad avvistarlo, ma senza ogni tipo di riscontro scientifico. Potrebbe essercene ancora qualcuna in queste foreste, ma sono talmente fitte che in alcune zone nessuno si è mai avventurato. All'interno del parco ci sono 2 grandi laghi artificiali, il Pedder ed il Gordon, che si sono formati a causa di un certo numero di dighe artificiali, fra cui spicca l'enorme Gordon Dam, visitabile proprio alla fine della strada che conduce ai laghi. Rientrimo nella civiltà e troviamo un posto da dormire presso il Bronte Park, in un a bankhouse splendida e praticamente tutta per noi, dove c'è anche un tavolo da ping pong come massima attrazione notturna.Il costo è di 20$, ma c'è una super cucina dotata di tutto e ci prepariamo una sontuosa cena ed una altrettanto regale colazione. Sul posto arriviamo tardi, e sul calare della sera la strada è già fittamente popolata di animali di vario tipo, i canguri non si contavano. Per fortuna si riesce ancora a girare con le luci spente quindi non venendo attratti dai bagliori si spostano al nostro sopraggiungere, ma pochi minuti ed il cammino sarebbe stato pericoloso. C'è da dire che in questo periodo in Tasmania c'è luce fino quasi all 22.Oggi 350km
25° giorno
Destinazione Lake St. Claire N.P., dove facciamo un giro lungo antichi percorsi aborigeni, e poi ricerchiamo platipus che come al solito non scrogiamo.Da qui parte uno splendido sentiero in direzione di Cradle Mountain, ma le nostre tempistiche non ci danno la possibilità di percorrerlo.Attraversiamo di nuovo il Franklin-Gordon N.P. e andiamo a vedere alcune cascate fra cui le Nelson, oltre ad arrivare ad un lookout che spazia su tutta la catena montuosa centrale della Tasmania. Peccato che oggi sia coperto e la vista non sia splendida.Rientriamo nella civiltà e troviamo un posto da dormire in roulotte presso il Rousberry Mountain camper, mentre prima eravamo passati da Queenstown una cittadina in puro stile old england. La spesa è di 13$, e la roulotte è dotata di tutto, solo che la notte il freddo è intensissimo e combatterlo non è facile. Oggi 150km.
26° giorno
Partiamo per Cradle Mountain N.P. dove solitamente piove 7 giorni su 10. Noi siamo fortunati, la giornata è fantastica e dopo aver lasciato la Falcon al parcheggio andiamo con la navetta direttamente al Dove Lake. Da qui iniziamo un giro che fa il periplo del lago, con sempre sullo sfondo le favolose montagne, l'immagine simbolo della Tasmania. Invece di ritornare alla base, andiamo al Marriot lookout, giro che ci era stato sconsigliato al visitor center. In effetti la salita non è agevole, ma quella preoccupante sarebbe la discesa, onestamente preferirei andare in un'altra direzione che pensare di dovermela fare verso il basso. L'ascesa porta comunque sull'overland track, quindi si può scendere lungo un'altro percorso. La vista dal lookout è superba : si vedono un'infintà di montagne di vari colori, laghi di ogni tipo, crateri vuoti o pieni d'acqua, insomma ci si stanca a forza di viste superlative. E' un luogo incantato, verrebbe voglia di farsi tutto il percorso che in 4 giorni di buon cammino taglia il parco e riporta a Lake St. Claire. C'è da dire che da queste parti la lingua più sentita è il tedesco; evidentemente tra  tedeschi e svizzeri c'è un gran interesse in questo tipo di escursioni ed è veramente impossibile non dargli ragione. Questa penso sia la cosa veramente più bella che la Tasmania possa regalare, forse solo la Freycinet Penisula può competere, comunque siamo ai massimi. Dopo circa 6 ore di cammino torniamo alla macchina e ci dirigiamo sulla costa nord-ovest dov'è di nuovo difficile trovare un posto da dormire. Troviamo una roulotte solo al Cryfish Creek C.P. per 12$, dopo oltre 300km di viaggio. Cena come al solito preparata da noi con spesa minima, poi questa volta recuperiamo un po' di coperte perchè le roulotte come al solito diventano molto fredde nella notte. Nel campeggio la doccia si paga a parte e con 20 cent si fanno si e no 1,5 minuti.
27° giorno
L'ultima perla che ci aspetta è The Nut, un meteorite tipo quello di Ayers rock che si trova sul mare nei pressi del paese di Stanley. Si può salire a piedi in 10 minuti lungo un percorso corto ma duro oppure in funivia. Vi consiglio di farlo a piedi così potete ammirare a lungo le fantastiche viste che si hanno di tutta la costa. Da qui si possono ammirare anche gli altri luoghi di vedetta degli aborigeni da cui si mandavano segnali per comunicare  pericoli o altro. La vista è favolosa e l'impossibile vento ci regala anche un forte sole che dà ai colori effetti favolosi. Poi prendiamo la via del rientro fermandoci a vedere il promontorio di Rocky Cape N.P. e Table Cape, prima di arrivare a Devenport e fermarci all' Inner City Backpackers (15$), presso il Molly Pub. Per essere una città portuale devo dire che non è male, anzi l'acqua del porto è pulitissima anche se la temperatura non è proprio da immergersi. Questa sera cena a base di noodles agli aromi orientali ! Per oggi 180km, praticamente gli ultimi di viaggio.
28° giorno
Partenza in direzione dell'imbarco dello Spirit of Tasmania che salpa alle 9 con destinazione Port of Melbourne. La giornata è bella, peccato passarla tutta in nave. Il viaggio dura 10 ore, più veloce del notturno (13 ore), ma la traghettata notturna va prenotata con largo anticipo visto che in gennaio la Tasmania è la meta turistica principale degli australiani. L'escursione tasmana ci è costata 286$, ma è un prezzo forfait perchè è la media dei pasaggi aerei, di quelli in nave e del ferry per la macchina. Sicuramente i voli della Virgin sono la cosa più economica, ma poi serve una macchina per vedere tutti i luoghi più interessanti all'interno dei parchi. Questi sono a pagamento e noi abbiamo preso un pass valido 2 mesi e del costo di 33$ a macchina. A dire il vero però nessuno vi chiede mai questo pass, ed una eventuale multa perchè non ne siete in possesso costa solo 25$ ! Arriviamo in Australia verso le 19 e andiamo di nuovo all' Elephant backpackers che però ci trova posto solo in camere a 25$. Dicono che ormai tutta la città sia esaurita per via degli imminenti Open di tennis. Per cena, visto che è tardi e non siamo riusciti a farci la spesa optiamo per un ristorante giapponese, sotto l'attenta guida di Ryoko. Andiamo così al Kimurakan, dove per 17$ assaggiamo varie ed ottime specialità, ma senza Ryoko ammetto che sarebbe stato difficile orizzontasi in qualcosa di veramente valido.
29° giorno
Mentre Arma si dibatte per uffici alle ricerca del nuovo passaporto (quello vecchio gli è stato rubato dall'auto mesi fa assieme allo zaino con macchina fotografica, oltre a quello di Bulbis che era passato a trovarlo), io mi faccio un giro per mercati e negozi alla ricerca di cose interessanti da portarmi a casa. Su tutto vi segnalo il negozio di scarpe Payless Shoes, dove potete trovare gli originali Blundstone a prezzi favolosi. Poi soliti negozi di dischi anche per vedere cosa andare a sentire questa sera e via così, fino a quando non è tempo di trovarsi con Arma e Ryoko. Con loro inizio a girare per attaccare cartelli di vendita della Ford Falcon, il mezzo tipico di tutti quelli che si girano questo continente. Poi cena fatta da noi al backpackers e dopo andiamo a St. Kilda per sentire un po' di musica in uno dei locali più attivi, l' Espy dove meno di un anno fa è stata presentata l'etichetta discografica Pop Boomerang di cui potete leggere le novità su catchmusic. Suonano su 2 palchi in questa specie di vecchio hotel dismesso, ci sentiamo alcune cose poi tutto il concerto dei Burning Cars, che a me piacciono parecchio. Rientriamo con l'ultimo tram della serata, ed inizio già a pensare che questa sarà la mia ultima notte australiana.
30° giorno
Con Arma e Ryoko che traslocano in un backpackers più tranquillo, mi faccio un ultimo giro di Melbourne andando a fare gli ultimi acquisti presso il Queen Victoria Marquet. La giornata è bruttina, forse come il mio umore, poi nel primo pomeriggio mi accompagnano all'aereoporto Tullamarine dove ho il volo per Kuala Lumpur. Riesco ad imbarcare sia il mio bagaglio che uno di quelli di Arma, visto che l'addetta al check non guarda minimamente al peso del tutto e a breve mi trovo assediato dal solito servizio favoloso della Malaysian. All'aereoporto di Kuala Lumpur noto che i prezzi di ogni cosa sono bassissimi, è un vero paese dei balocchi forse anche per via dell'euro fortissimo in questo momento. L'aereporto non è gigantesco come i "fratelli" della zona tipo Singapore, Hong Kong o Bangkok, quindi ci si può muovere senza paura di trovarsi lontanissimi dal proprio gate. A fine giornata mi imbarco con destinazione Roma.
31° giorno
Arrivo di prima mattina a Roma, dove la temperatura mi uccide. Ho appuntamento con Manu che rientra a casa a Perth, e mi racconta dell'Italia che ha visto in questi suoi 20 giorni nella vecchia casa di Bologna. Si stupisce di quanto costi ora la vita da noi e non è per nulla dispiaciuto di tornarsene a Perth, anzi in futuro per lavoro potrà spaziare anche verso Sydney ed è esaltato dalla cosa. Io molto più mestamente mi imbarco per Bologna, fortunatamente arrivo in ritardo a causa delle chiacchere e così non vivo la buffa situazione degli altri viaggiatori che sono dovuti rientrare dall'imbarco perchè erano stati mandati presso un aereo dove non c'era il personale di volo, già pronto presso un diverso aereo! A metà mattinata sbarco a Bologna che mi accoglie con pioggia, vento e freddo. Sono a casa, per nulla contento, ma i deserti del Western Australia già mi mancano. Pensare che domani devo andare a lavorare è come mettermi un cappio attorno al collo, ma qui ormai lo diamo tutti per scontato mentre là per scontato danno solo l'andare in spiaggia o nei parchi non dopo le 16,45 e starci il più serenamente possibile. Il lavoro ? Beh quello è per chi nella vita non altro di più attivo ed intrigante da fare, i famosi morti dentro.
 
elle.ci
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